Servono pene più severe per spegnere gli incendiari

Gli incendi che ogni estate colpiscono vaste aree del nostro Paese e non solo, come sostenuto da coloro che combattono questa piaga, sono di origine colposa. Criminali che distruggono ettari di patrimonio boschivo spinti da abbietti ed innumerevoli motivi tra cui avere nuovi terreni edificabili, ottenere nuovi campi per il pascolo del bestiame, addirittura addetti al rimboschimento che così facendo hanno il lavoro assicurato per i mesi futuri, altri che appiccano il fuoco anche a scopo intimidatorio verso le istituzioni locali o per vedetta. Mi domando se l’inasprimento delle pene previste per questa gentaglia possa essere un deterrente efficace. Sì, perché se l’accusa per gli incendiari fosse «tentata strage» (l’accusa diventerebbe di strage nel caso in cui vi fossero delle persone uccise dal rogo) e se ci fosse anche la condanna al risarcimento dei danni patrimoniali allo Stato e alle vittime civili, credo che certe menti malate vedrebbero i loro «bollori» spenti sul nascere.