Servono professionisti a tutela del risparmio

La tutela del risparmio è stato il tema dell’audizione congiunta di ragionieri e dottori commercialisti alla commissione parlamentare. Susanna Ciriello, area giuridica della Fondazione Pacioli, commenta l’incontro: « Abbiamo presentato alcune riflessioni, non solo sullo schema di decreto legislativo, ma sugli interventi fatti finora. Abbiamo messo in evidenza che alla base degli ormai tristemente famosi scandali finanziari del recente passato c’è stata la presenza di forti conflitti di interesse tra i vari soggetti, dalle banche agli analisti finanziari, dagli amministratori alle società di rating. Da qui la complessità dell’intervento del legislatore, al quale noi abbiamo offerto i nostri suggerimenti».
Il punto chiave è la garanzia di indipendenza dell’organo amministrativo: «Nel consiglio d’amministrazione deve esserci una presenza significativa di soggetti indipendenti a difesa degli interessi degli stakeholder. Riteniamo indispensabile prevedere per queste figure i requisiti di professionalità, che garantiscono aggiornamento e rispetto di norme deontologiche». Altro punto: maggiore tutela dei titolari di strumenti finanziari o titoli obbligazionari attraverso appositi strumenti di intervento. «Per esempio - continua Susanna Ciriello - dovrebbero essere legittimati a nominare un membro dell’organo di controllo, possibilità che oggi la legge prevede solo per i rappresentanti della minoranza azionaria. Dovrebbero poter inoltre intraprendere l’azione di responsabilità, oggi non prevista. Per quanto riguarda la responsabilità dell’organo di controllo sarebbe infine importante prevedere per i suoi membri un’assicurazione obbligatoria, come peraltro già avviene in altri Paesi europei, individuando un limite a tale responsabilità, ad esempio i multipli del compenso percepito da questi soggetti, in base alla natura dell’incarico». Fin qui le proposte generali, ma nell’audizione sono state anche messe in campo osservazioni specifiche allo schema di decreto, in particolare sulla nuova figura di dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e i suoi requisiti professionali: «Non può che essere, a nostro avviso, un professionista specializzato nelle materie economico-contabili. Infatti deve attestare la corrispondenza dei documenti destinati al mercato con le risultanze contabili». E ancora, la richiesta di includere espressamente la consulenza fiscale dalle attività che la società di revisione non può svolgere per la società revisionata, o per altre società del gruppo a cui questa appartiene.