Sessanta camion fermi alla Spezia. È subito rivolta

Sessanta camion carichi di rifiuti alle porte della Spezia. Fermi in attesa di una destinazione da raggiungere. E subito scatta l’allarme. Soprattutto a Bonassola dove c’è una discarica che teme di fare la parte della vittima sacrificale. L’assessore regionale all’Ambiente, Franco Zunino, appena venerdì aveva fatto l’elenco delle possibili destinazioni, escludendo qualsiasi sito in provincia della Spezia, ma sulla parola degli amministratori regionali, specie dopo il voltafaccia di Burlando e Zunino nel giro di poche ore, in pochi fanno conto.
A spaventare è soprattutto una lunga serie di coincidenze sospette. Nei giorni scorsi è stato annunciato l’imminente inizio attività dell’inceneritore di Vezzano Ligure, i cui scarti però dovrebbero comunque essere smaltiti (e proprio alle Gronde di Bonassola). Poi viene visto sotto altra luce, tutt’altro che rassicurante, anche lo screening medico, avviato già nei mesi scorsi, per verificare l’incidenza di tumori all’intestino sulla popolazione. Un test che assomiglia troppo a quelli che si stanno compiendo in Campania. Sarà senza dubbio solo una coincidenza, ma i cttadini non si fidano. Tanto che qualsiasi tipo di lavoro pubblico o intervento che dovrebbe finanziare la Regione viene visto come una possibile merce di scambio. Se la psicosi, in questo caso, può assumere un’incidenza forte, restano concreti timori che, nonostante tante rassicurazioni ufficiali, magari nottetempo vengano autorizzati blitz e arrivi di camion nelle discariche. E da La Spezia anche Antonio Maccarone, a nome del Movimento sociale nazionale, utla il suo no in difesa della città e della zona: «Almeno una volta salviamo la città, che non merita quanto procurato dagli attuali amministratori».