Sessantamila euro ai cani per non disturbare i turisti

(...) 4) Elaborazione di un piano di azione del lupo in Liguria; 5) Azioni di valorizzazione della presenza del lupo in Liguria. In altre parole, tante belle parole. Sensibilizzazione, approfondimento conoscitivo, elaborazione di un piano. Neppure quelle «azioni» di valorizzazione devono trarre in inganno dal loro aspetto operativo. In realtà, al di là del titolo, significa che la Regione ritiene «opportuno e necessario garantire una programmazione a lungo termine delle iniziative, che potrebbe concretizzarsi anche nella costituzione di un “Centro per la conservazione e la gestione del lupo”, che potrebbe essere realizzato ad esempio nel Parco dell'Aveto o nel Parco dell'Antola, che risultano essere allo stato attuale le zone maggiormente interessate dalla presenza di questo carnivoro». Condizionali a raffica e tanti buoni propositi.
Chi non accetta di coprire con tanti paroloni un progetto tutt’altro che concreto è Matteo Rosso, consigliere regionale di Forza Italia che ha fatto della caccia agli sprechi quasi una battaglia personale. Infatti l’azzurro ha subito chiesto spiegazioni alla giunta. «Soprattutto vorrei capire l’utilità di spendere tutti questi soldi, visto che alla fine non si arriva ad un risultato concreto - attacca il consigliere -. La prova sta nel fatto che è già prevista una seconda fase del progetto. Cioè per fare i fatti occorreranno altri soldi». L’assessore Franco Zunino non fa nlla per smentire. Anzi, conferma che ci sarà la fase due. «Ma i fondi saranno quelli destinati dall’Unione Europea», precisa il membro della giunta.
Quello che forse Matteo Rosso ancora non sa è che la Regione si appresta a stanziare altri cinquantamila euro neppure per la salvaguardia del lupo a rischio estinzione, quanto piuttosto per soccorrere i cani dei contadini di Rezzoaglio. Bestie che sono abituate a vivere in casolari e che ogni tanto si allontanano, entrano e vivono per un po’ nei boschi, fanno esperienza nel branco, poi magari ritornano alle loro case. «Molti di loro - spiega il Comune di rezzoaglio - tornano ammalati». Soprattutto «nel periodo estivo, in cui nella zona sono presenti turisti poco abituati a contatti con il mondo animale, è necessario sovente l’intervento della polizia municipale che effettua sopralluoghi per tranquillizzare i villeggianti». Alcuni cani vengono catturati e «risultano in condizioni fisiche e psichiche estremamente precarie». La vita da zingari a quattro zampe non fa evidentemente per loro, tanto che il Comune li spedisce da una specie di psicologo in un canile in provincia di Alessandria. La villeggiatura però costa, e così il Comune ha deliberato di dotarsi di un progetto che educhi maggiormente i padroni a non perdere cani in giro per i boschi e a organizzare periodi di soggiorni per gli animali da rieducare nella struttura dell’Alessandrino. Costo dell’operazione: 60mila euro. Che il Comune non ha e perciò ci mette appena 10mila euro. Il resto? Il sindaco di Rezzoaglio è impegnato dal consiglio a «presentare l’istanza di contributo a Regione Liguria , acquisendo il parere della asl in materia». Cioè i 50mila euro mancanti si tirino fuori dalle casse della giunta ligure. La decisione non risulta essere stata ancora presa. Ed è per questo che non è ancora finita nel libro bianco di Matteo Rosso.