Sessantenne perseguita la vicina ora rischia il carcere per stalking

Quella volta pensò che il destino ce l’aveva proprio con lei. Intanto rimanere vedova a sessant’anni era stata una scalogna tremenda. La signora Maria, innamorata come il primo giorno, il suo compagno l’aveva perso per sempre. Se l’era portato via una malattia. E dopo il funerale passare da una stanza all’altra della casa rimettendo a posto le sue cose era diventata una ripetizione meccanica di gesti fatti da sempre. Anche se adesso non serviva più.
Ma quel giorno, subito aveva pensato di aver capito male. Il suo vicino di casa, sì quello del pianerottolo, le si era avvicinato. Lei, con l’espressione triste stampata sul volto, come sempre quando qualcuno la fermava in quei giorni dopo la perdita del coniuge, aveva creduto che volesse farle le condoglianze. E sì che invece questo si era messo in testa tutta un’altra cosa. Insomma, le aveva fatto capire che adesso che era vedova, potevano spassarsela un po’. Sì, vabbé, lui era sposato, ma con la vicina non si sarebbe trattato mica di una cosa seria. Lei a lui piaceva, tanto anche. Magari prima si era trattenuto per via del marito, ma adesso nulla più lo frenava. La signora Maria, rossa di vergogna e di rabbia, aveva pregato che non passasse nessuno dei condomini e poi, appena aveva inquadrato la situazione (ci aveva messo qualche minuto mentre questo farneticava) gliene aveva dette di tutti i colori, che non si azzardasse più a dire, né a pensare niente del genere. Che lei non c’aveva testa.
Poi aveva aperto la porta di casa con le pive nel sacco. Qui non si trattava di un complimento, magari fuori luogo per tempo e situazione, ma pur sempre di un complimento. Questo per chi l’aveva presa?
Ma non era finita lì. Anzi. Stava per cominciare. Dopo qualche giorno la signora si era trovata l’uscio imbrattato. C’era odore di pipì e subito aveva pensato che qualche vicino sbadato avesse lasciato il portone chiuso male (e sì che c’era scritto che bisognava assicurarsi che fosse ben accostato) e che fosse entrato uno sbandato. O un cane. Strano però. In quel condominio di via Piacenza, a Molassana, non era mai successo niente del genere. Poi erano cominciate le telefonate mute, di notte e di giorno. Antipatiche, certo. Ma non quanto ritrovarsi sempre la porta di casa sporca. Su consiglio di qualche amica alla fine la signora Maria si era fatta installare una piccola telecamera che, attraverso l’occhiolino della porta registrava quello che accadeva fuori. Ventiquattr’ore su ventiquattro.
Ed era venuto fuori tutto. Inquadrato nel video c’era il vicino che, non solo le aveva tolto il saluto dopo la dichiarazione, ma aveva cominciato a perseguitarla insozzandole porta e zerbino con cose innominabili. Una volta era stato ripreso a sua insaputa mentre con un punteruolo incideva il legno della blindata. Un’altra volta aveva leccato l’occhiolino (lei non poteva credere ai propri occhi). «Quando è arrivata da me la signora era sconvolta, e, credo comprensibilmente - dice Umberto Pruzzo, il penalista che la segue nella penosa vicenda -. Tuttavia fino a pochi mesi fa la legge non consentiva altro che querele per singole molestie e così abbiamo fatto. Ma non è servito». Lo spasimante vendicativo, non si era fermato nonostante le denunce. Anzi, nemmeno la moglie lo aveva saputo rimettere in riga. L’unico gesto che aveva saputo fare la poveretta era stato togliere il saluto alla vicina. Come se la signora Maria invece che vittima fosse stata una «mantide».
«Adesso la legge però ci ha consentito di fare una denuncia per stalking e il signore in questione rischia grosso - continua il legale - La legge ci permette una maggiore tutela per salvaguardare le vittime di violenze di tipo persecutorio come queste. Vittime che prima delle legge erano senza difesa». Adesso il vicino rischia da sei mesi a quattro anni di condanna. E il giudice potrebbe anche decidere la reclusione, vista la reiterazione del reato. La lista delle molestie è ancora lunga. La signora ultimamente si è vista scassinare la cassetta della posta e diversa corrispondenza è sparita. Anche alcune fatture di utenze da pagare. Che poi sono arrivate con la mora. «Nel caso delle posta sparita non ci sono i filmati come per i danneggiamenti, ma anche in questo caso abbiamo dovuto sporgere querela. Il danno alla vita di questa signora è davvero gravoso - spiega ancora l’avvocato Pruzzo - Inoltre il vicino non si è calmato nemmeno dopo che i carabinieri sono andati a casa sua e gli hanno detto di piantarla lì, di farla finita».
Ma adesso, la legge, finalmente, è dalla parte della vittima. E anche se si tratta di persone ormai anziane e non di giovani innamorati respinti, il reato di stalking, spiega il legale, è conclamato. Ora la parola passa ai giudici.