Sessarego festeggia la Madonna della Neve

Pier Luigi Gardella

Venerdì si festeggia a Sessarego la Madonna della Neve alla quale è intitolata la parrocchia di questo antico borgo soprastante Bogliasco. Sessarego è diventata famosa negli ultimi decenni per le sue sagre gastronomiche: dagli zucchini alle melanzane, alle castagne, i prodotti degli orti e della campagna di Sessarego sono cucinati e distribuiti ai sempre numerosissimi e golosi visitatori.
La vita del paese gravita attorno alla Parrocchia ed alla Società Operaia. La prima festeggerà a dicembre i suoi settant’anni di vita, anche se la piccola cappella della Madonna della Neve esisteva già nel XVI secolo. Cento anni di vita celebrerà invece, il prossimo anno, la Società Operaia di Mutuo Soccorso. Vivono a Sessarego poco più di duecento anime e da sempre dimostrano un insolito senso sociale. Sono animati da un parroco, don Silvio, che con spirito imprenditoriale in questi ultimi anni ha trasformato il borgo, e sono stimolati dal factotum del paese, Antonio Vassallo, che passa dalla sacrestia alla cucina, dal campanile alle fasce di ulivi, organizzando le funzioni religiose, la cucina delle sagre, suonando a festa le campane e coltivando la terra.
Quest’anno la ricorrenza della Madonna della Neve sarà celebrata la sera di venerdì 5 con i Vespri solenni presieduti dal Vicario Arcivescovile, mons. Luigi Paletti, quindi la processione per le strade del borgo, con i Cristi della Confraternita e l’arca della Madonna della Neve. Domenica sarà celebrata alle 10,30 la Messa solenne. Nelle serate di sabato e domenica, invece, sulla piazza della chiesa grande sagra gastronomica dedicata alle melanzane, seguita dal ballo liscio.
Ma perché il 5 agosto si celebra la Madonna della Neve? Il titolo della Madonna della Neve affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma. Una leggenda narra, infatti, che nel IV secolo, un nobile patrizio romano di nome Giovanni decise di offrire i suoi beni per la costruzione di una chiesa dedicata alla Madonna. Ed ella gli apparve in sogno nella notte fra il 4 e il 5 agosto, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa. Il mattino seguente, Giovanni si recò da papa Liberio a raccontare il sogno fatto; ma anche il papa aveva fatto lo stesso sogno ed assieme si portarono sul luogo indicato, il colle Esquilino, trovandolo coperto di neve in piena estate romana. Era quello il segno promesso dalla Vergine. A quel punto il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire il tempio. Il culto della Madonna della Neve si diffuse così in tutto il mondo cristiano. Anche se oggi il titolo ufficiale della festa è quello della «Dedicazione di Santa Maria Maggiore» non essendo comprovato storicamente l’episodio della neve, nella devozione popolare il titolo è rimasto ed in tante parrocchie di montagna o chiese di campagna continua ad essere celebrata questa solennità.