«Sessi in de cisy» Come ti romanizzo un tormentone

Da Manhattan a Roma e dal set al proscenio, ma è tutta un’altra storia. Cambiano i volti dei protagonisti (sono sempre trentenni, single e indecisi in materia di relazioni sentimentali), ma non cambia il tema: sesso, sesso e ancora sesso. Glamour, guardaroba firmato, cure di bellezza e confessioni piccanti da snocciolare senza pudore alle amiche che ascoltano a bocca aperta lasciano il posto a incontri organizzati in gran segreto da 4 amici che, invece di incontrarsi in palestra o alla beauty farm come dicono a casa, ogni giovedì si barricano in un teatro chiuso da mesi per parlare delle loro crisi esistenziali. Dal filone aureo di «Sex and the City» - passato dal piccolo al grande schermo, arrivando anche a teatro nelle passate stagioni con ben due rivisitazioni (Sex in the city 1 e 2) - il Teatro Vittoria sta per alzare il sipario, in rigorosa seconda serata dato l’argomento, con «Sessi in de Cisy». Irriverente fioritura del noto telefilm ambientato nella Grande Mela che, dal rimaneggiamento del titolo, non lascia spazio a equivoci. Nel poker di protagonisti, accanto a Santa (addetta delle pulizie), Mira (psicoterapeuta) e Carlotta (laureanda) stavolta c’è un uomo, Federico (avvocato gay). Testo di Benjamin Preciso diretto da Lauro Versari.\