Sesso, amore e risate: ecco il nuovo Funari E i "panni sporchi" si lavano in pubblico

Riparte su SkyUno «Stalk Radio», spettacolo semiserio in cui Dario Cassini lascia parlare la gente senza filtri. Si parla dell’universo mondo, e nel salotto notturno di casa Cassini ci finiscono un po' tutti

Milano - Rocco Siffredi che spiega come una sua focosa partner da set porno gli abbia «slogato» il prezioso strumento di lavoro («Era una pazza esagitata»). Luca Ward «gladiatore» improvvisato in una camera d’albergo, e poi un artista controverso come Maurizio Cattelan, Guliano Sangiorgi dei Negramaro, Flavio Insinna, a spiegare che, prima che Vip, loro sono persone come tutti gli altri.

Accanto a loro, infatti, c’è la gente comune. Che si sdraia sul «lettino» di Stalk Radio e comincia a lavare i panni sporchi in radio, e in tv. «Basta abbassare le luci». Del sole. «La gente gioca a mio favore - spiega Dario Cassini, novello Gianfranco Funari catodico (fu il primo ad aprire le telecamere alla gente) - Io mi limito a metterci la faccia, loro ci mettono la voce e le loro confidenze. Posso anche essere abile di mio, ma già il fatto che loro chiamino significa che si fidano di me. E che vogliono parlare». Metti un simpatico napoletano dietro un microfono e, guarda un po’, è tutto uno sbottonarsi di parole e aneddoti. Si schermisce l’attore napoletano - comico di professione, deejay improvvisato, e ora guru riconosciuto in radio - quando cerca di spiegare il segreto del suo successo a Stalk Radio. La trasmissione, nata sulle frequenze di Radio Kiss Kiss e cucita su misura della sua ironia pungente, ha vinto la scommessa «video» su Skyuno nella scorsa stagione.
Così da questa sera, e rigorosamente dalla mezzanotte in poi, torna su SkyUno a farsi sentire e vedere.

Un talk show che è «stalk», come spiega lo stesso Cassini, noto al grande pubblico per le sue gag a Colorado (quasi sempre a punzecchiare le donne e i loro tic): «Stalk può significare sia sparlare, giocando tra italiano e inglese, sia dar fastidio. - spiega il comico - Perché in fondo noi vogliamo spettinare un po’ l’etere. E quest’anno, si sappia, saremo ancora più spettinati». Cassini maneggia il suo format ormai di culto (25mila fan su Facebook, 70 telefonate e 100 sms a puntata, un commento live ogni 5 secondi), con l’abilità di un giocoliere, ma anche con la serietà di un Freud in salsa pop: «Quello di Stalk Radio - si fa serio - è anche lo sportello del nostro scontento. Nostro, di cittadini. E io so che ho una certa responsabilità a dirigere il gioco. Ma comunque io faccio il deejay, è la gente che sceglie la musica». A Stalk Radio si parla dell’universo mondo, e nel salotto notturno di casa Cassini ci finiscono un po’ tutti, uomini, donne («anche ai miei spettacoli teatrali il 70% sono donne, io spesso nei miei testi le tartasso però loro capiscono la mia ironia») e, come detto, anche Vip. A microfoni aperti (ma anche a video aperti: mezzi come Skype permettono di collegarsi audio/video, telespettatori e ascoltatori possono chiamare al numero di redazione 06 88663166 e inviare sms e mms al 331-6750000), il programma condotto dal comico napoletano si rivela una piazza imprevedibile. Nonostante la notte e la mancanza di bollini rossi, non è solo il sesso a far da argomento: «Sì, di quello è inevitabile parlare - spiega Cassini - Ma si parla, e si parlerà, anche di governo, e di tasse. Qualche spettatore vorrebbe Vasco Rossi o Homer Simpson come successore di Berlusconi, per fare un esempio». Dirette scabrose? «Una volta ha chiamato una mamma sui quaranta, single, i figli dormivano, e siccome si parlava di giocattoli erotici ha estratto il suo, volendoci far sentire il rumore, ma non funzionava. È intervenuta un’altra ragazza, anche lei munita, e ha provveduto. Un’altra volta, una coppia di matti ci ha chiamato da una terrazza con vista su Roma facendo la cronaca del loro amplesso. Salutandoci sul più bello, però. Detta così, può sembrare roba trash, ma chi ci conosce sa quale ironia usiamo. Giochiamo con qualche tabù, sdrammatizzando».
Tra gli argomenti in vista per il nuovo Stalk Radio ci saranno le case chiuse, sesso e potere o «fino a quando è giusto pagare le tasse». «Si riderà, ma si potrà anche essere acidelli - spiega Dario Cassini - La discussione è libera, e quando il pubblico ha le scatole girate, non è che si può sterzare sempre e comunque verso la battuta». Ma quando si ride, si ride: «Come quando Luca Ward - rivela Cassini - si è collegato via Skype da una camera di hotel. Gli abbiamo chiesto di recitare il famoso monologo iniziale del Gladiatore. Luca è stato pazzesco, è riuscito a impossessarsi di un elmo di un’armatura che c’era nei corridoi dell’hotel, l’ha indossato e ha recitato le battute con la voce che prestò a Russell Crowe».