Sesso, droga e alcol Sulle presidenziali Usaè già tempo di veleni

L’ultimo è contro l’outsider Cain: "Ha pagato 35mila dollari per chiudere un sexy scandalo". Dopo Sarah Palin, fuoco amico sul miliardario che volava nei sondaggi

New York - E pensare che i primi dibattiti erano stati soporiferi, tutti strette di mano e sorrisi. Acqua passata: ora i candidati repubblicani per la corsa alla Casa Bianca sono saliti sul ring. E i colpi preferiti sono quelli sotto la cintura.
Al momento nel mirino c’è soprattutto Herman Cain. Il candidato-miliardario di colore, gentile e sorridente ma sempre pronto a piazzare una battuta al vetriolo, è in testa inaspettatamente ai sondaggi delle primary repubblicane, sia in Iowa dove si vota il prossimo 3 gennaio che nel New Hampshire (a casa di Mitt Romney, ex front-runner e grande favorito alla nomination repubblicana) e addirittura in Texas, lo Stato del popolare governatore Rick Perry, il cui gradimento è in caduta libera.
Contro Cain si sta rovesciando in queste ore una valanga di fango e il re della pizza, sua la catena «Godfather», ieri in un albergo di Alexandria, in Virginia, ha perso il suo aplomb, mettendosi a strillare («Non mi scocciate con le solite domande...») e a spingere con la sua scorta il nugolo di giornalisti che da tre giorni gli dà la caccia dovunque. Le domande in questione girano tutte intorno allo stesso argomento una serata nella sede della National Restaurant Association, la lobby della ristorazione che Cain guidò tra il 1996 e il '99. Due impiegate della Nra, accusano il candidato repubblicano di molestie sessuali avvenute nel corso di quella searata. Il sorridente Cain si è quasi suicidato per due giorni, in due interviste rilasciate alla Cnn e alla Foxnews, dichiarando prima che sono accuse false e fabbricate. Poi ha rettificato il tiro, peggiorando la situazione, dicendo che erano due storie che gli risultavano «vagamente familiari».
A fabbricare lo scoop è stato nientemeno che il filorepubblicano Politico.com, i cui giornalisti hanno scavato per due settimane prima di mettere all'angolo il miliardario Cain,
Secondo le accuse, la lobby che lui guidava pagò profumatamente le due donne (35 mila dollari a testa) affinché ritirassero le denunce:. Peggio, la National Restaurant Association fece firmare alle due donne un accordo di riservatezza, che impone loro di non parlare con i giornalisti né rivelare i dettagli delle accuse. «Ma una delle due donne ha una gran voglia di raccontare la sua versione e ha chiesto alla lobby della ristorazione di annullare l'accordo», ha spiegato ieri il suo avvocato Joel Bennett.
In pratica, se Cain rischia di fare la fine dell'ex governatore Gary Hart, incastrato dal National Enquirer per le sue scappatelle con la modella Donna Rice, Mitt Romney rischia di stravincere le primary repubblicane senza rivali. Due settimane fa Perry ha cercato di infangare Romney, ricordandogli di aver dato lavoro a degli immigrati illegali nella sua villa nel New Hampshire. Accusa rivelatasi inesatta in quanto Romney era all’oscuro di tutto, perché aveva affidato i lavori di manutenzione a un'impresa esterna. E subito la stampa scandalistica ha pubblicato dei «rumors» su Perry, che in gioventù era solito guidare in preda ai fumi dell'alcool. Si avvicinano le primary e volano i panni sporchi. I veleni hanno già fermato Sarah Palin, l'ex governatrice dell’Alaska, accusata di ripetute infedeltà da una biografia non autorizzata. Alla fine ha dovuto ritirarsi dallaa nomination. Mentre al momento nessun cronista e giornale scandalistico si degna di ricordare e scrivere che l'ex speaker del Congresso, Newt Gringrich, distanziatissimo al quarto posto nei sondaggi con un misero 6%, mentre nel 1998 cercava l'impeachment dell'allora presidente Clinton, tradiva la seconda moglie con quella che ora è diventata la sua terza consorte. E tradiva la prima con la seconda moglie. Se dovesse salire nei sondaggi, come è accaduto a Cain, Gingrich sa benissimo cosa l'aspetta.