Il sesso funziona quando nasce in ufficio

Galeotto fu il posto di lavoro. O
almeno, così è capitato a quasi un italiano su 5 (20% gli
uomini, 22% le donne). La relazione nata sul luogo di lavoro rappresenta non solo una scappatoia momentanea

Roma - Galeotto fu il posto di lavoro. O almeno, così è capitato a quasi un italiano su 5 (20% gli uomini, 22% le donne) secondo una ricerca pubblicata sul numero del settimanale Diva e Donna in edicola oggi. L’indagine è stata condotta dall’Associazione Donne e qualità della vita presieduta dalla sessuologa Serenella Salomoni su un panel di 860 lavoratori coniugati di età compresa tra i 18 e i 60 anni.

Sesso sul luogo di lavoro "La relazione nata sul luogo di lavoro - sottolinea lo studio - rappresenta non solo una scappatoia momentanea. Se da un lato è l’alcova ideale per il tradimento, dall’altra l’ufficio, nel senso lato del termine, contiene in sè tutti gli elementi utili affinchè nasca un rapporto duraturo. Tant’è che il 45% del campione intervistato e che si trova oggi sposato con un/a collega, ha iniziato la propria relazione proprio con il rispettivo tradimento dei precedenti partner". Nel 31% dei casi - prosegue la ricerca -, tutti e due erano al momento single o comunque non impegnati in una storia seria. Uno su tre (il 34%) si spinge a sostenere che il tradimento è una condizione accettabile ma se porta a una relazione. Anche perché, spiega un altro 22%, è uno sprone per alimentare un clima positivo sul luogo di lavoro.

Lo stress da condividere Il 29% del campione spiega il proprio innamoramento come dettato da un forte momento di stress (per una scadenza, per un evento, per una situazione difficile) condiviso insieme. Il 27% si è innamorato, invece, del proprio dirimpettaio semplicemente perchè le ore passate con lui o con lei superavano di gran lunga quelle spese in compagnia con il partner precedente, gli amici, la famiglia. Non basta. Il 25% spiega che l’avere interessi in comune, lo stesso tipo di linguaggio, spesso gli stessi gusti, modellati dalla professione, creano uno spartiacque tra colleghi-complici e il resto del mondo, incapace, a loro giudizio, di creare una sintonia mentale.

Le testimonianze In video su Rai2 con l’informazione della Champions League 2008/09, Paola Ferrari ricorda il grande amore di "quando ero ragazza, nato quando avevo 16, 17 anni sul set di un fotoromanzo. Si chiamava Antonio, un ragazzo con cui lavoravo insieme, con orari molto duri, dalle sei e mezza della mattina fino alle sette di sera". Soddisfazione dunque, a livello personale, ma anche dal punto di vista professionale. Il rapporto di coppia sul luogo di lavoro, guarda caso, arreca dei benefici, ad esempio il darsi una mano quando si è oberati di impegni (23%). Mentre, per il 17% degli intervistati, ha persino portato un avanzamento di carriera. Naturalmente non sono tutte rose e fiori. Il 26%, infatti, non ha tratto benefici dalla relazione di coppia nata in ufficio perchè si sente più sotto pressione in quanto patisce la condivisione totalitaria e giornaliera con il partner, anche da un punto di vista professionale. Il 21%, addirittura, viene tirato in ballo per gli errori del partner.

Lo studio Lo studio, che nasce dalle sedute di terapia con pazienti che desiderano migliorare il proprio matrimonio, ha analizzato, inoltre, i maggiori pericoli di un rapporto nato sul luogo di lavoro. Il 32% degli intervistati soffre per lo sbilanciamento dei ruoli tra pubblico e privato, specie quando sono le donne a ricoprire una posizione più importante. Il 26% si sente invece frustrato perchè non può più fare "il simpatico" con i colleghi, banalmente raccontando qualche barzelletta sconcia o facendo un apprezzamento innocente sull’ultima scollatura di una compagna di lavoro. Un altro 18% trova poi deleterio mettere la propria vita privata "in vetrina", suscettibile di pettegolezzi e critiche non richiesti.

La scintilla dell'amore Ma quali sono infine i luoghi dove è più facile che scocchi la scintilla d’amore? Innanzitutto le navi da crociera (25%) un albergo o un villaggio vacanze (23%). Seguono un set cinematografico o televisivo (24%) cioè microcosmi autoreferenziali in cui scattano più forti le dinamiche di gruppo.