Sesso gay vicino al Colosseo La Procura indaga la coppia

L’accusa è atti osceni in luogo pubblico. Rosy Bindi insiste: «Tutto questo mi sembra eccessivo»

da Roma

Erano impegnati, secondo i carabinieri, in un rapporto orale sulle scale che portano al Colosseo. Per questo la procura di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta per atti osceni in luogo pubblico in merito alla vicenda dei due omosessuali arrestati nella notte tra il 26 e il 27 luglio, Roberto L., 27 anni, di Roma, e Michele M., 35 anni, di Lecce. I carabinieri hanno portato i due uomini in caserma e li hanno poi denunciati perché il loro atteggiamento violava «palesemente» il codice penale.
La versione dei due protagonisti della vicenda era stata però molto diversa: «Ci stavamo scambiando soltanto un bacio - aveva raccontato Michele - Sono una persona che tutti definiscono timida e riservata, figurarsi se mi metto a fare certe cose in pubblico». «Domani mi incontrerò col mio legale, per definire la strategia che adotteremo» ha dichiarato invece Roberto commentando l’iscrizione nel registro degli indagati. I due uomini avevano anche lamentato l’atteggiamento dei carabinieri che «hanno fatto di tutto per farci sentire a disagio». Probabilmente nei prossimi giorni i due saranno convocati in procura per essere ascoltati dal sostituto procuratore al quale è stato assegnato il fascicolo.
«L’indagine della Procura di Roma è eccessiva - sostiene il ministro della famiglia Rosy Bindi, intervenuta a Radio 24 -. Credo che l’arresto sia ingiusto e sia avvenuto nel momento meno opportuno». L’Arcigay ha ringraziato il ministro e l’ha invitata alla manifestazione del prossimo 2 agosto a sostegno dei due omosessuali arrestati. «Alla luce di quanto è emerso sui giornali sulla vicenda del cosiddetto bacio al Colosseo, i quattro ministri che si sono affrettati a dare torto ai carabinieri dovrebbero chiedere scusa ai militi. A meno che ritengano che sia legittimo avere rapporti sessuali in pubblico. - ha dichiarato invece il senatore di Forza Italia Lucio Malan, segretario di presidenza del Senato, aggiungendo che «Pollastrini, Turco, Ferrero, Pecoraro, prima di giudicare dovrebbero documentarsi».