Sesso, pozioni e rock ’n’ roll Così il maghetto diventa grande

In lavorazione il sesto episodio della saga, <em>Harry Potter e il Principe Mezzosangue</em>. Il nuovo film sarà violento, scabroso e ricco di effetti speciali

Londra - Trasgressivo, violento, spettacolare. Un po' Trainspotting, un po' The day after. Sarà così il sesto film della saga di Harry Potter. Parola dello stesso protagonista, Daniel Radcliffe che ha voluto anticipare l'atmosfera dell'ultimo episodio della fortunatissima serie in cui Daniel interpreta il maghetto più famoso del mondo. Un personaggio che l'attore porta sullo schermo ormai dal 2001 - anno in cui uscì Harry Potter e la pietra filosofale e che sembra essere cresciuto perfino più di lui. Di certo il clima in cui è ambientata la sua ultima avventura, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, sembra essere molto più simile alla vita di una star del rock, sempre in bilico tra droga e sesso, che all’innocenza degli episodi iniziali.

«Mai avrei pensato di citare Trainspotting, un film su alcuni personaggi eroinomani a Edimburgo, per parlare del mio personaggio - ha confessato Radcliffe in un’intervista esclusiva alla rivista specializzata inglese Empire - ma la verità è che in questo ultimo film ci saranno molti richiami all’energia sessuale e agli stupefacenti». Insomma, questo Harry Potter e il Principe Mezzosangue potrebbe riuscire gradito perfino a Peter Doherty, la popstar britannica idolo delle ragazzine inglesi nonché tossico dichiarato oltre che celeberrimo ex della supermodella Kate Moss. E se già nei precedenti Harry Potter e il calice di fuoco e Harry Potter e l'Ordine della Fenice si avvertiva un cambiamento di tendenza, un chiaro passaggio dalle atmosfere fiabesche e ovattate della favola per l’infanzia a quelle del fantasy per ragazzini, l’ultima storia segna il passaggio dalla pubertà all'età adulta. Insomma il mago diventa grande e lo fa alla sua maniera che non è tanto quello della sua creatrice, la scrittrice Jo Rowling, quanto quella del regista del film David Yates e del produttore David Heyman. «Vogliamo essere ricordati per la spettacolarità» è quanto ha detto quest'ultimo al giornalista di Empire che ha intervistato il cast direttamente sul set del film in cui a quanto pare abbonderanno gli effetti speciali utilizzati soprattutto nelle scene catastrofiche.

«Il film comincerà con un grande attacco, faremo a pezzi un celebre monumento di Londra», ha assicurato il regista che già in precedenza aveva accennato alla distruzione di un ponte nella capitale britannica, probabilmente il Millennium Bridge, il lungo ponte pedonale che collega la Tate Modern alla cattedrale di St.Paul, fatto costruire nel 2000 e rimasto chiuso all’inizio per più di qualche mese perché considerato «insicuro» dal punto di vista strutturale. Yates promette una storia più divertente che toccherà tutti i temi legati all'adolescenza, compresi quelli più scabrosi. Ci sarà quindi, come sempre l'amore, ma non solo. Se nell’Ordine della Fenice c’erano la ribellione e la rabbia furiosa, qui faranno la loro apparizione «sesso, droga e rock’n’roll». O meglio, come ha spiegato durante le riprese Yates proprio a Radcliffe facendolo sogghignare, «sesso, droga, pozioni magiche e rock’n’roll...».

Una vera rivoluzione dunque per il maghetto occhialuto inventato dalla felicissima penna della Rowlings, meno di quanto si possa pensare invece per Daniel Radcliffe che non troppo tempo addietro aveva già tentato di scrollarsi di dosso l’eredità un po’ troppo ingombrante lasciatagli da Harry. L’aveva fatto a Londra, recitando completamente nudo in Equus, una piece teatrale controversa e scabrosa tratta da un fatto di cronaca. L'attore interpretava il difficile ruolo di un giovane stalliere squilibrato e a un certo punto mimava un atto sessuale sul palcoscenico. Con un simile precedente non deve essere stato poi difficile per Radcliffe, esprimere il nuovo lato dark del maghetto con gli occhialini tondi. Ora il giudizio finale rimane come sempre al pubblico.