Sesso per vincere il concorso Subiaco, assessore arrestato

Alessia Marani

Concussione: è accusato di avere provato a convincere un’insegnante di sostegno di appena 20 anni a sottostare alle sue avances dietro la promessa di aiutarla a vincere un concorso comunale. Per questo Bruno Proietti Pannunzi, classe 1943, assessore all’Istruzione e alla Cultura di Subiaco, è stato arrestato l’altra sera dagli agenti della squadra mobile di Roma. I poliziotti hanno accompagnato la ragazza al luogo dell’appuntamento con l’ex professore in pensione, gli uffici della Cisl presso cui era stato a lungo tempo sindacalista prima di essere eletto in una lista civica vicina al centrodestra. Attraverso una «cimice» indossata dalla giovane, gli uomini della IV sezione di via di San Vitale hanno ascoltato e registrato il colloquio tra i due. «Quando dalle parole, l’uomo è passato ai fatti, siamo intervenuti, cogliendolo in flagranza», dice il dirigente Dania Manti. In pratica, Pannunzi, sposato con un’altra insegnante e padre di quattro figli, avrebbe offerto alla ventenne il testo delle domande d’esame. Alla Cisl sarebbe dovuto avvenire lo «scambio». «Se vuoi ottenere il posto, dovrai essere carina con me», le aveva detto Pannunzi giorni prima. Diversa la versione dei fatti sostenuta a «caldo» dall’uomo davanti agli inquirenti: «È stata vanità». Vale a dire la convinzione di Bruno di poter contare su un discutibile mix di fascino e potere per avere un certo ascendente sulla ragazza. Insomma: una «leggerezza». Fatto sta che l’assessore comunale s’era addirittura dato da fare per modificare la delibera del bando, rendendolo accessibile anche a coloro che non fossero in possesso della specializzazione psicopedagogica. Come la sua «pupilla», appunto. «Lo conobbi quando andai in Comune per chiedere informazioni sulla partecipazione al concorso - ha raccontato la giovane che ora ha lasciato il paese agli inquirenti -. Si mostrò molto gentile, troppo. Io non me ne curai. Ma lui cominciò a chiamarmi con ossessione. Un giorno mi attirò nel suo studio con la scusa di una convocazione dei candidati ai quali avrebbe dovuto spiegare i termini del concorso. Invece, era da solo e divenne aggressivo al punto di molestarmi. Mi disse che quello era solo un acconto su quello che avrei dovuto subire».
La giovane insegnante torna a casa sconvolta. Benestante, famiglia colta, trova il coraggio di denunciare l’accaduto. Nel frattempo, le telefonate dell’assessore diventano sempre più assidue. È sicuro di sé. Più volte aveva fatto parte di commissioni giudicanti e visionare i quiz della prova scritta non sarebbe stata affatto cosa difficile. Anzi. Appena avute le 15 domande fra le mani ha chiamato la ragazza: «Allora ci vediamo?». Le dice luogo, giorno e ora, lei si consulta con la polizia. Per Pannunzi tutto sembra filare liscio. Non immagina davvero che sarà lui a cadere in «trappola».
Pannunzi si trova ora a Rebibbia. Mercoledì ha inviato una lettera al sindaco e al consiglio comunale rassegnando le dimissioni e ribadendo la propria innocenza. Le indagini della Mobile proseguono. Bisognerà vedere se l’assessore (eletto con 187 voti) abbia usato in passato lo stesso «metodo». Sviluppi sulla vicenda li attende anche il sindaco di Subiaco, Pierluigi Angelucci, che ha intanto accolto la richiesta del gruppo Ds di convocare sul fatto un consiglio straordinario. «Ma a porte chiuse», ha sottolineato.
Sulle prestazioni sessuali in cambio della promessa di vincere il concorso hanno inviato un’interrogazione al ministro dell’Interno Giuliano Amato, i parlamentari Dorina Bianchi (Dl) e Loredana De Petris (Verdi): «Ci auguriamo - hanno detto - che vengano presi provvedimenti urgenti d’esempio per tutti coloro che sfruttano la loro posizione di potere per ottenere favori sessuali». alemarani@tiscali.it