Le sessualmente svantaggiate

Oggi è il 9 Marzo, nell’ordine: 1) Festa degli uomini che sono sopravvissuti alla festa delle donne; 2) Festa delle donne che sono sopravvissute ai penosi festeggiamenti degli uomini; 3) Festa delle donne che hanno tirato dritto e non hanno perso un solo minuto a credersi migliori o peggiori di chicchessia. Anselma Dall’Olio, femminista storica, ha scritto quel che c’era da dire sul settimanale Grazia: ha spiegato che le donne statunitensi sono assai più emancipate di quelle europee e però assai meno tutelate, che negli Usa ci sono meno asili nido, meno congedi per maternità, in generale meno assistenza statale per l’infanzia: e che c’è, per contro, una cultura lavorativa più competitiva della nostra con donne piazzate ai vertici delle professioni e del potere. In Europa, viceversa, le donne hanno congedi di maternità che durano anche tre anni, ci sono persino i congedi di paternità, ci sono assessori delegati alla protezione della donna a spese dei datori di lavoro, poi c’è il part-time, in sostanza c’è tutto quanto produce, di fatto, una differenziazione della donna che equivale a un suo penalizzarla e lasciarla indietro, dunque precluderle la corsa fingendo di rendergliela più agevole. Queste politiche protettive peraltro non ci hanno salvato dalla famosa crescita zero. Ergo, ancor oggi, niente di strano se in Europa si preferisce assumere uomini.