La sesta del Dottore è tutta di cuore

Rossi da ottavo al trionfo: il sesto consecutivo nel Gp d'Italia. Stoner, beffato, è quarto: "Mi mancava trazione, più di così non potevo fare". Il suo vantaggio in classifica scende da 21 a 9 punti

Mugello - Non si batte Valentino Rossi al Mugello. Non ci riesce nessuno dal 2002, da quando esiste la MotoGP, e così il fenomeno di Tavullia è salito per la sesta volta consecutiva sul gradino più alto del podio. «È uno dei miei successi più belli», se la ride Valentino, perché la sua vittoria non era così scontata, anche se poi è arrivata per distacco su un veloce Daniel Pedrosa, con l’anziano Alex Barros capace di togliere nel finale il terzo posto - e tre punti importanti - al capoclassifica Casey Stoner. Sembrava un po’ in difficoltà Rossi dopo le prove, più lento di Pedrosa sull’asciutto e meno efficace di Stoner sul bagnato, ma sabato sera aveva confidato di essere piuttosto tranquillo, di potercela fare, «a patto che ci sia il sole». E dopo due giorni di continuo alternarsi tra pioggia e sereno, tra asciutto e bagnato, il Gp si è svolto nelle condizioni auspicate dal campione della Yamaha. Ma l’inizio è stato piuttosto difficile. «Purtroppo - racconta - sono partito molto carico, ho lasciato la frizione un po’ troppo presto e la moto si è impennata».

Così, alla prima curva, Rossi da terzo si è ritrovato in ottava posizione e dopo due giri il distacco da Stoner, al comando, era superiore ai due secondi e mezzo. Pareva che Valentino, che solitamente ama imporre subito il suo ritmo, fosse destinato a una gara in salita, a una rincorsa difficile e impegnativa. Ma con calma, conscio della sua superiorità, della grande competitività della Yamaha e delle gomme Michelin, ha iniziato a rimontare, recuperando praticamente una posizione al giro, fino a portarsi al comando al nono. Con Stoner in difficoltà, Capirossi e Melandri rientrati nei ranghi dopo essere stati anche primo e secondo, in una fiammata iniziale superiore alle loro attuali possibilità, soltanto Pedrosa è riuscito a tenere il ritmo imposto da Valentino. Nelle libere di sabato e nel warm up del mattino, lo spagnolo della Honda sembrava avere qualcosa in più del rivale, ma, pur rimanendo attaccato al codino della Yamaha, Daniel ha tentato solo una volta il sorpasso, subito respinto da Vale. Per sei giri si è assistito al primo vero confronto tra i due piloti che all’inizio dell’anno venivano indicati come i nuovi rivali della MotoGP, poi Pedrosa ha cominciato a rallentare di qualche decimo, mentre Rossi ha continuato a guidare vicino al primato della pista. Lentamente, ma inesorabilmente, il distacco tra i due è salito di qualche decimo al giro, fino ai tre secondi finali sul traguardo.

«Rossi è imbattibile al Mugello - si rammarica il cocco della Hrc -, ma si poteva fare meglio. Non è stato Rossi ad andare più veloce di me, sono stato io a essere più lento rispetto al mio potenziale. Purtroppo, come succede dall’inizio del campionato, la Honda diventa inguidabile da metà gara in poi, non riesci più a chiudere le curve. Più che contro i miei rivali, devo lottare con la moto».

La Honda, comunque, appare in crescita, mentre la Ducati non è stata così efficace come ci si aspettava. Sviluppata su questo circuito, si pensava che la GP7 potesse ancora una volta sfruttare le grandi potenzialità del suo motore, invece Stoner non è riuscito ad andare oltre il quarto posto, con Barros, su una Ducati satellite, capace di infilarlo a tre giri dal termine. «Mi mancava trazione - ha commentato Casey sereno come al solito - e io più di così non potevo fare. Puntavo al podio, ma va bene anche il quarto posto e in questo Gp abbiamo fatto ulteriore esperienza». I punti di vantaggio di Stoner si sono ridotti da 21 a 9: la sfida si fa sempre più appassionante.