A Sesta Godano l’autovelox multa anche se si va piano

Garibaldi (Forza Italia) promuove una legge per abolire i controlli e per misure alternative

Sta tutta nel tempo di un «click» la trappola dell’autovelox: gli si passa davanti, magari accelerando un po’ più del dovuto e, «tac», in un batter di ciglia il comportamento scorretto viene fotografato e sanzionato. Qualche volta però il meccanismo s’inceppa e a finire nella rete non sono solo gli indisciplinati ma anche quelli che, nel rispetto rigoroso dei limiti, se ne van tranquilli per la loro strada.
È quanto sta succedendo a Sesta Godano, paese di millecinquecento anime in provincia della Spezia: il rilevatore elettronico di velocità piazzato in località Ponte Santa Margherita, ossia in quella lingua di terra del Comune di Carro che s’insinua in territorio godano, si è messo a scattare più foto di un giapponese e lo fa a prescindere dalla velocità delle auto. «Lì il limite è di 70 chilometri all’ora - racconta un malcapitato - io andavo a 65 e ho visto il flash della macchinetta. Allora sono tornato indietro e ho ripercorso il tratto ancor più piano ma niente da fare: l’autovelox è scattato ancora». E come lui sono in tanti coloro che hanno vissuto questa disavventura e ora temono di ricevere multe immeritate: d’altronde già quattro anni fa, quello stesso rilevatore aveva dato problemi, seminando contravvenzioni a pioggia e suscitando le proteste di tutta la Val di Vara.
Insomma i fatti mettono a dura prova la popolarità della macchinetta che pareva poter risolvere da sola tutti i problemi delle strade. E poco importa se il Comune di Carro promette di risolvere il problema quanto prima e soprattutto di non inviare alcun verbale: i dubbi sulla bontà del sistema sono duri a morire. Lo testimonia anche la nuova proposta di legge presentata in Regione da Forza Italia che incentiva le misure di sicurezza preventive, come i dossi, a discapito di quelle punitive come gli autovelox «il cui effetto deterrente - spiega il primo firmatario Gino Garibaldi - si fa sentire soltanto dopo l’invio ai trasgressori di salatissimi verbali». Il progetto legislativo, sottoscritto anche dai consiglieri Saldo, Morgillo, Oliva e Rosso, prevede in particolare che la Regione conceda contributi a fondo perduto, e in grado di coprire fino al 50% di ogni singolo stanziamento, a favore dei Comuni per le opere finalizzate all’effettiva riduzione della velocità dei veicoli, in punti considerati a rischio, come in prossimità delle scuole o degli ospedali. Sono pronti, i godani, a far domanda?