Sesto dice no al burqa: centrosinistra con la Lega

Il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni, composto in grande maggioranza dal centrosinistra, approva quasi all'unanimità la mozione leghista contro l'uso del burqa in pubblico. L'unico voto contrario quello del consigliere dei Comunisti italiani

Sesto San Giovanni - "Il burqa costituisce una forma di integralismo oppressivo della figura femminile e di costrizione della libertà individuale". E' una parte del testo della mozione approvata dal Consiglio comunale di Sesto San Giovanni contro l'utilizzo nei luoghi pubblici di qualsiasi vestiario che copra il viso. Una mozione avallata quasi all'unanimità dal Consiglio del comune milanese, composto per la grande maggioranza dal centrosinistra. 

Votano contro solo i Comunisti Alessandra Tabacco, capogruppo della Lega Nord che ha presentato la mozione, ha spiegato che le modifiche apportate al testo non hanno cambiato il contenuto della mozione che è stata approvata in modo trasversale dai gruppi di opposizione e maggioranza con l’unico voto contrario del consigliere comunale dei Comunisti Italiani. "Credo - ha commentato Tabacco - che questo voto sia importante per rendere onore anzitutto alla dignità e alla parità delle donne, che troppo spesso per certe culture ad esempio quella islamica, sono ancora oppresse anche con forme di vestiario tipo l’uso del burqa che non ne permettono il riconoscimento".  

Ora tocca al sindaco Dunque adesso spetta al sindaco "adottare urgentemente i provvedimenti necessari al fine di far rispettare, a qualsiasi persona presente sul territorio comunale che circoli in luoghi pubblici o aperti al pubblico a viso coperto, le nostre leggi vigenti in tema di sicurezza e dignità della donna". Concorde il primo cittadino Giorgio Oldrini, secondo il quale "esistono usanze che contrastano con la storia, le leggi e il comune sentire del nostro paese". "Il senso della dignità della persona che esiste in Italia - ha aggiunto Oldrini - è il frutto di secoli di battagli culturali e civili che hanno costituito un avanzamento indubbio e che deve valere per tutti". 

Il commento del vice sindaco  "Da Sesto San Giovanni arriva il terzo schiaffo ai compagni del Pd milanese dopo il muro anti-rom e l'ordinanza anti-prostituzione sul modello Milano: una lezione di pragmatismo".