La Sestrese ora sogna di tornare sulla schedina

Citata nel primo concorso Sisal ora sorprende in testa alla serie D

Nella prima schedina c'era pure scritto quel nome, Sestrese. Serie B, altri tempi, ma la storia è sempre lì: nero su bianco, davanti agli occhi, nessuno può cancellare quella data. È nata nel 1919 la società verdestellata, oggi è la terza realtà genovese, domani magari sarà sempre dietro a Sampdoria e Genoa ma se fosse in qualche categoria superiore non sarebbe male. Sogna la formazione del presidente Viglietti eppure rimane sempre con i piedi incollati per terra. Guai a volare troppo lontano con la fantasia, «noi dobbiamo pensare soltanto a rimanere concentrati, preoccupandoci dei problemi di ogni giorno: è sempre stata questa la nostra forza, e lo sarà ancora», confessa Aldo Panico, ds verdestellato. La concretezza prima di tutto, è la filosofia dei piccoli passi, la strategia vincente in un mondo, come quello del calcio dilettantistico dove spesso e volentieri arriva il mecenate che porta soldi risorse per una stagione ma poi lascia in eredità una società in difficoltà.
Qui a Borzoli si lavora diversamente, obiettivi precisi e mirati. Si fissa il traguardo e si cerca di raggiungerlo. Con idee chiare e tanto lavoro. Cinque anni fa era iniziato il progetto del presidentissimo Carlo Viglietti. Tanti giovani cresciuti nel settore giovanile, ancora oggi diversi fanno parte della truppa che milita in serie D. Cinque anni dopo la Sestrese si gode un momento magico dopo il trionfale campionato in Eccellenza: undici punti in classifica, tre vittorie, due pareggi e appena una sconfitta. «Ma il nostro obiettivo rimane la salvezza», continua Panico. Oggi ci sarà il derby a Sanremo, un'altra bella occasione per fare un altro balzo in avanti.
Un piccolo miracolo calcistico, possiamo definirla così questa Sestrese che ha la sua triade delle meraviglie: il numero uno Viglietti, il ds Panico e l'allenatore Maisano. Che aveva iniziato questa avventura alcuni anni fa come dirigente, prima di ritornare in panchina nelle ultime due stagioni. Come detto, quella passata è stata straordinaria. Polverizzati i record dei record, la Sestrese di corsa verso quella serie D che deve essere la sua casa. E adesso sta dimostrando di poter sperare anche a qualcosa di più. Si sogna ma è meglio farlo a bassa voce.
Il mix giusto è questo: «Nella rosa ci sono cinque ragazzi argentini, ma altri del gruppo storico come Romeo o Balboni, e giovani come Calautti che sono cresciuti nella Sestrese», prosegue Panico. Ecco un altro aspetto da sottolineare è questo, da quelle parti si punta davvero sui giovani. Lo dimostrano i numeri di un settore che sta crescendo sempre di più. Oltre alla prima squadra, sei formazioni (circa 150 ragazzi) più la scuola calcio: «Puntiamo molto sui nostri giovani, sono una risorsa straordinaria», conclude il direttore sportivo dei verdestellati.