Sestrese, un sogno chiamato Lega Pro

(...) il treno play-off è sfuggito per un nonnulla; quest’anno lo storico sodalizio del presidente Carlo Viglietti, in sella dal maggio del 2003, farà di tutto per migliorarsi e - perché no? - magari tentare di riportare, dopo quasi sessant’anni, Sestri Ponente tra i professionisti.
Già, i professionisti. Si perdono nei meandri della memoria, da queste parti, i tempi delle eliminatorie della Serie A dei primi anni Venti, del portiere verde stellato Costa in Nazionale nel ’24, del biennio nella Serie B postbellica del ’45-46 e ’46-47, dell’ultima Serie C del ’50-51. Memoria sempre e comunque viva nei fedelissimi sostenitori verdi d’antica data; sostenitori che, insieme con quelli più giovani, la società vorrebbe sempre più numerosi sugli spalti del «Giuseppe Piccardo» di Borzoli. «La speranza è quella - spiega il direttore generale Riccardo Ruggiero -. Abbiamo confermato le tariffe degli abbonamenti dello scorso campionato (110 euro l’intero, 95 il ridotto) al fine di aumentare il numero dei nostri già tanti spettatori. Augurandoci di rimanere nel girone A, sarà una stagione bella ed avvincente, forse ci sarà pure lo Spezia protagonista: proprio per questo continueremo a chiedere l’anticipo delle gare casalinghe al sabato pomeriggio, anche per evitare la spiacevole concomitanza con Genoa e Sampdoria».
Rossoblù e blucerchiati d’altronde, dall’alto del loro blasone e dei loro successi, hanno sempre attirato pubblico e offuscato la povera, terza «cugina» zeneize, ahilei, perennemente in balia di acque irrequiete, tra (pochi) alti, (tanti) bassi ed un sacco di vicissitudini societarie - le più eclatanti quelle vissute a cavallo del nuovo millennio con Claudio Gazzo in cabina di regia. Vicissitudini - finalmente - cessate con gli arrivi dello stesso Viglietti alla presidenza e di Giuseppe «Beppe» Maisano - una vera istituzione nel club - in panchina; un tandem che, nel 2006-07, permise ai verdestellati di dominare l’Eccellenza ligure e conquistare l’agognata quinta serie.
Oggi, dopo un campionato d’assestamento con vista sui quartieri alti della graduatoria, la nuova Sestrese è pronta a ripartire. Un ciclo è finito: non ci sarà un pezzo da novanta come Roberto Balboni, per tutti il «Principe», il capitano (326 partite e 87 reti in verdestellato), ritiratosi a quarantaquattro anni suonati e passato ad allenare la Juniores; mancherà quel tocco esotico portato dal clan degli argentini, tra cui quel Sebastián Grazzini (20 gol in 54 apparizioni sestresi) tornato in patria per giocare in massima serie nel Newell's Old Boys. La squadra, però, grazie all’abilità del diesse Aldo Panico, è stata comunque rinforzata e al tempo stesso ringiovanita. «Abbiamo confermato il blocco dei giovani - spiega lo stesso Panico - e sul mercato abbiamo agito facendo acquisti mirati e di prospettiva». Qualche nome? Eccolo: il portiere aretuseo Cantone (’89); il cavallo di ritorno Glauda (’80), difensore centrale savonese; il terzino ex giovanili del Doria Garrasi (’85); il centrocampista biellese Cammarosano (’85); il fantasista siciliano Maranzano (’85) e l’attaccante torinese ex Rivoli Alessi (’82). «Sono ragazzi giovani è vero - continua il diggì Ruggiero -, ma tutti hanno esperienze importanti in Serie C e si vanno ad aggiungere ad un gruppo già plasmato. Faranno parte del nostro progetto triennale, un progetto che ci permette di programmare il futuro, ampliando il settore giovanile e le nostre strutture, e che permetterà loro di crescere con noi».
Intanto, dopo il ritiro alessandrino tra Cabella e Cantalupo Ligure, Romeo e compagni, tornati ad allenarsi sul campo in erba sintetica di Borzoli, disputeranno questo pomeriggio alle 17 la prima amichevole della stagione: al «Piccardo» scenderà il Castellazzo (Eccellenza piemontese).