Sestri, Carignano, e il copyright per il salvataggio

Evidentemente in vena di aggettivazioni forti, La Repubblica-Il lavoro di domenica, ha definito addirittura «rivoluzionaria» l’idea del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando di mettere il nuovo superbacino per le riparazioni navali nelle aree Fincantieri di Sestri Ponente, anzichè a Carignano, dove oggi ci sono lo Yacht Club e una serie di altri circoli velici e canoistici.
Massimo Minella, l’autore dell’articolo, e Franco Monteverde, che dirige le pagine liguri del quotidiano di Ezio Mauro, sono persone perbene, colleghi bravissimi a cogliere ogni sfumatura, con un senso della notizia straordinario. E quindi hanno ben capito che quella lì è l’idea che spariglierebbe tutte le carte sul tavolo, in grado di risolvere i problemi di Sestri. E anche quelli di Carignano. Così come l’ha capito Burlando, che tutto è fuorchè sprovveduto.
Il punto sta nell’aggettivo «rivoluzionaria» appiccicato all’idea di Burlando, come se ci trovassimo di fronte al nuovo premio Nobel dell’economia marittima o quasi fosse un nuovo Musso. In realtà, molto più semplicemente, prendiamo atto (lo sapevamo, ma siamo lieti di questa ulteriore conferma) del fatto che il governatore ligure è un attento lettore di queste pagine. Poi, dissimula bene. Legge, metabolizza, lascia decantare e poi fa sue le idee. Come in questa occasione, visto che avevamo lanciato - quasi in perfetta solitudine, con l’appoggio di quel galantuomo del mare che è l’ex presidente dell’Autorità Portuale Giovanni Novi, di cui siamo fieri di essere amici, e di pochi altri - l’idea delle riparazioni a Sestri già almeno due volte da queste colonne: per la precisione il 6 ottobre («Un’altra Sestri è possibile») e, da ultimo, il 13 gennaio.
Ma posso dirlo, anche se l’espressione non è la più fine a disposizione? Chissenefrega se Burlando ha (...)