A Sestri, durante la protesta contro il termovalorizzatore i cittadini promettono voti al rappresentante del centrodestra La sinistra incenerisce pure i diritti Enrico Musso, candidato della Casa delle Libertà, allontanato dal corteo: «Sei solo un manif

(...) tapparsi il naso. Neppure Aleandro Longhi, il sestrese fatto senatore, riuscirebbe a far digerire questa cosa ai suoi fedelissimi. Tantomeno oggi, visto che lui, eletto nei Ds, ha sbattuto in faccia la porta ai Ds perché da troppo tempo non dicono e non fanno più cose di sinistra. E infatti lui se ne guarda bene dal cercare di tenere compatto il più importante bacino di voti della sinistra genovese.
Ecco perché la manifestazione contro l’inceneritore brucia, e tanto, alla sinistra. Ecco perché Enrico Musso non deve permettersi di stare tra chi protesta. Tanto più che ieri, già dopo i primi passi del corteo, la gente si avvicinava al candidato della Casa delle Libertà. Per stringergli la mano, per ringraziarlo della sua presenza, per garantirgli che questa volta avrebbe addirittura tradito gli ideali del nonno partigiano e del papà tesserato Pci dal giorno della maggior età, pur di non dare il voto a chi vuole regalare a Sestri anche l’inceneritore. Promesse che poi magari in cabina elettorale potrebbero svanire, ma che intanto vengono fatte. E che lanciano un segnale preoccupante a chi si potrebbe trovare in difficoltà anche solo per l’astensione della delegazione più rossa della città.
A «controllare» il corteo infatti ci sono anche esponenti di Rifondazione. Consiglieri uscenti e aspiranti rientranti in sala rossa. Marciano alla testa del corteo per ribadire la loro funzione di compagni di lotta e di governo, finché non vedono spuntare Enrico Musso, un po’ troppo davanti, un po’ troppo in vista. «Non mi sono neppure accorto di essere arrivato quasi in testa al corteo - assicura il candidato -. Stavo parlando con una signora dei problemi di Sestri. Quando ho visto che camminavamo più rapidamente degli altri, le stavo addirittura dicendo che sarebbe stato meglio rallentare, perché non volevo finire davanti a tutti». Ha fatto appena in tempo ad avvertirla, che la preoccupazione si è dimostrata fondata.
Alcuni ragazzi che stavano accanto ai rappresentanti di Rifondazione si sono avvicinati a Musso e lo hanno «invitato» a levarsi dai piedi. «La tua faccia è sui muri, tu sei un manifesto, non puoi stare qui», sono stati i consigli più gentili. E dato per scontato che «manifesto» era da intendersi con la minuscola, gli hanno ordinato di sparire. «Rappresenti la destra, non hai diritto a stare qui», è stata la sentenza dei componenti dell’autoproclamato comitato garante delle libertà costituzionali. Che democraticamente ha messo in imbarazzo persino gli organizzatori del corteo. La manifestazione era aperta a tutti, l’abito richiesto dall’invito non prevedeva cravatta, pardon fazzoletto rosso. E infatti in molti hanno provato a convincere Musso a restare. «Sono rimasto, ma mi sono tenuto un po’ più indietro per non essere causa di tensioni - ha sottolineato più tardi -. Comunque erano 3 o 4 ragazzi, isolati dal resto del corteo. La gente invece mi ha mostrato solidarietà e anzi ho incontrato molti cittadini che mi hanno garantito appoggio e gratitudine. Questa è la sola cosa che mi fa piacere». La manifestazione anti inceneritore è stata tra l’altro molto partecipata, quasi 400 persone hanno sfilato per Sestri. E se qualcuno ha deciso di rinnegare il suo passato, per la sinistra non è un bel segno.
Tanto più se anche Cornigliano dovesse presentare il conto della vicenda Ilva. Compresa ovviamente la scelta di abbattere i vecchi altoforni facendo crollare strutture cariche di materiale inquinante che si disperderebbe nell’aria della delegazione. Ieri se ne è parlato anche in Regione, con un’interpellanza di Gianni Plinio (An) e la giunta ha risposto assicurando che decisioni definitive non ne siano state ancora prese. Chissà che l’abbattimento previsto per aprile non slitti a dopo il 27 maggio.