Sestri Levante, il campo cancellato per costruire case

Gli sportivi e i tifosi di Sestri Levante sono a dir poco sconcertati e sul piede di guerra per la decisione assunta dall'Amministrazione Comunale in relazione alla demolizione di una struttura sportiva, e precisamente il campo di calcio «Paolo Sterza» di Borgo Pila riservato all'attività delle squadre giovanili della Società del Sestri Levante, a vantaggio della realizzazione di un complesso edilizio.
Com'è intuibile l'argomento in città è al centro di animate discussioni, in specie dopo la notizia della concessione del nullaosta definitivo per la realizzazione del nuovo complesso da parte della Provincia di Genova che, in assenza di una profonda valutazione in ordine all'effettiva opportunità dell'operazione, ha approvato di fatto la decisione dell'Amministrazione comunale omettendo di porre in essere gli strumenti idonei per difendere la struttura sportiva e/o imporre al Comune di Sestri Levante di realizzarne una nuova.
La Provincia con tale atto si è quindi dichiarata favorevole all'iniziativa dell'Amministrazione comunale riguardante la demolizione dell'attrezzatura sportiva a margine della quale è prevista a titolo compensativo la realizzazione del manto sintetico nell'attuale campo sportivo «Sivori».
Nello specifico è lecito domandarsi se i Consiglieri Provinciale e Comunale dell'opposizione fossero o meno a conoscenza del testo della Delibera n° 3 del 14 gennaio 2003, approvata con 13 voti favorevoli dal Consiglio Comunale, con cui la Giunta e il Sindaco si erano impegnati in ordine alla ricostruzione di una nuova struttura sportiva, che testualmente recita: «Il Consiglio Comunale in relazione al campo sportivo Sivori B “Paolo Sterza” impegna la Giunta e il Sindaco, nelle more che lo stesso venga sistemato in altra zona, a riqualificare tale campo prevedendo un intervento di sistemazione con materiale non polveroso tipo erba sintetica».
È ovvio che, in caso di mancata conoscenza della Delibera sopracitata, si dovrebbe quantomeno parlare quantomeno di un agire con censurabile leggerezza.
Da un'attenta disamina di detta delibera si evince che la demolizione dello «Sterza» prevedeva l'assunzione dell'impegnativa da parte della Giunta e dell'allora Sindaco Mario Chella in relazione alla contestuale realizzazione di un nuovo impianto sportivo dotato di pista di atletica in località San Bartolomeo della Ginestra, non già del manto sintetico dell'attuale Campo Sportivo «Giuseppe Sivori».
Della serie la trasparenza spesso e volentieri rappresenta un concetto astratto.
I cittadini e gli sportivi deplorano il comportamento omissivo della minoranza comunale - i cui echi interventisti raramente è dato di udire anche in ordine ad altre tematiche che meriterebbero una maggiore attenzione - per non aver profuso il benché minimo sforzo per contrastare la realizzazione del complesso edilizio a scapito della demolizione di un'attrezzatura sportiva, in un ambito carente in senso lato nei confronti del quale le passate amministrazioni non si sono mai dimostrate eccessivamente sensibili. Buona parte dei cittadini ignora che se oggi dispone di un Campo Sportivo attrezzato con spogliatoi e impianti vari deve esserne grata alla Società U. S. Sestri Levante per averlo costruito a proprie spese e con enormi sacrifici negli anni 1945-46-47-48-49 per un importo di circa Lit. 500.000 su terreno acquistato dalla Marchesa Negrotto Cambiaso Pallavicini in località Borgo Pila, grazie al contributo finanziario volontario dei dirigenti, cittadini, sportivi e tifosi, dopo che eventi bellici distrussero lo stadio ubicato in Via Fascie. Non sono note le ragioni per cui in seguito la struttura sia divenuta di proprietà comunale.
Non risulta che le amministrazioni succedutesi abbiano assunto iniziative promozionali mirate allo sviluppo settoriale dello sport nelle varie discipline: tra le principali carenze si annovera la mancata realizzazione di nuove strutture ludico-sportive, salvo le piscine, a prescindere dal fatto che quella coperta non risulta regolamentare per le gare di nuoto e per gli incontri di pallanuoto.
Pare dunque che Sestri Levante sia pervasa esclusivamente dalla febbre inarrestabile dell'edificazione di nuovi fabbricati e il partito del cemento trionfa.
Si deve prendere atto che dagli anni settanta è in atto una cementificazione che ha generato e genera la mutazione del volto della città sfigurando il territorio e l'ambiente ad opera di personaggi - che senza ombra di dubbio non lavorano per i paesi poveri -, narcisisti a parole contro l'anarchia progettuale che non rispetta il contesto essendone viceversa i principali protagonisti, la cui prerogativa riflette un modo di costruire che non ha futuro, puro nichilismo ed anarchia urbanistica.
A Sestri Levante, una perla di inestimabile bellezza per tanti anni gelosamente preservata dai suoi antenati, si costruisce senza armonia in sfregio al paesaggio, stravolgendo le incomparabili bellezze naturali della cittadina turistica e marinara con la realizzazione di fabbricati molto simili ad una serie di scatole da scarpe, con il risultato di incrementare indiscriminatamente uno sviluppo edilizio non tenendo conto delle più comuni regole del buonsenso e del rispetto dell'ambiente.
Tale è la situazione urbanistica di Sestri Levante che diversamente potrebbe aspirare all'inserimento nella Lista dei Beni del Patrimonio dell'Unesco.
A prescindere da tali considerazioni ci si domanda se l'Amministrazione di Sestri Levante verosimilmente potesse non sapere dell'esistenza della delibera comunale n° 3 del 14 gennaio 2003 - Sindaco Mario Chella - in base alla quale era stata approvata la realizzazione di un nuovo impianto sportivo in sostituzione dello «Sterza» e non già la realizzazione del manto sintetico del Campo Sportivo «G. Sivori», ed inoltre se la stessa amministrazione verosimilmente potesse non sapere che l'indice di fabbricabilità di tale appezzamento di terreno era stato già asservito ai fini della volumetria dei fabbricati popolari numeri civici dispari di Via Negrotto Cambiaso e vincolato a zona verde in base al Piano Urbanistico per l'Edilizia Economica Popolare Legge 167 18/04/1962 di Borgo Pila - progetto a firma dell'Ing. Petrelli.
Morale, l'appezzamento di terreno di cui trattasi viene asservito per la seconda volta per fini urbanistici. Ogni commento è superfluo.
Gli sportivi e i cittadini di Sestri Levante giustamente si interrogano sulle modalità con cui questa città viene amministrata: l'auspicio, in linea principale, sarebbe di non vedere disattese le proprie legittime aspettative dai rappresentanti dell'opposizione dalla quale dovrebbe potersi attendere una maggiore presenza attiva e compenetrata, un'opposizione sempre sul pezzo anziché - come pare - con la testa nascosta sotto la sabbia
All'amico chiavarese Pozzo, sestrese di adozione, in merito all'estemporanea quanto irricevibile boutade riguardante la fusione tra il Sestri Levante e il Rivasamba, da sportivo ed ex dirigente devo far rilevare in tutta sincerità l'inopportunità di «mischiare la seta con gli stracci». Alla vigilia del centenario della fondazione della Società Calcio U. S. Sestri Levante la proposta è a dir poco indecente, tenendo presente che il Sestri Levante non ha bisogno del Rivasamba, essendo caso mai il contrario. A questo punto, se mi è consentito, suggerirei all'Assessore allo Sport di andare in quel di Chiavari e proporre ai suoi concittadini la fusione tra l'Entella e la Lavagnese.
Gli sportivi e tifosi del Sestri Levante piuttosto che il concretizzarsi di una fusione preferirebbero di gran lunga disputare campionati di calcio in terza categoria, e non è affatto una battuta.
Invero non si comprende il significato della frase espressa dall'Assessore «con la fusione si eviterebbe lo spreco di risorse umane», non costituendo un problema il fatto che l'attività giovanile venga svolta nel Sestri Levante o nel Rivasamba restando invariata la situazione, come del pari non sussiste il problema legato allo spreco di risorse economiche, fermo restando che ognuno disputa il proprio campionato.
L'Amministrazione Comunale dovrebbe allargare i propri orizzonti, ben sapendo come peraltro non ami il calcio bensì il ciclismo - con tutto il rispetto per tale disciplina -, e a tal proposito siamo grati per la realizzazione di chilometri di pista ciclabile, anche se parecchi percorsi non sono regolamentari cosiccome non risulta regolamentare la piscina coperta per le competizioni sportive. Ciò rappresenta lo spreco vero di risorse economiche, ovvero di denaro pubblico, egregio Assessore Pozzo. Come spesso accade, si tende a vedere la pagliuzza piuttosto che il trave, anche se a tutto c'è un limite, almeno si spera.