Sestri Levante chiude la storia dell’estate

(...) Morti ammazzati. Uno dopo l’altro. E se la fine del Covo è già storia, l’eutanasia delle discoteca dei locali di Sestri Levante è tutta racchiusa negli ultimi quattro mesi. Quei simboli della voglia di vita della città delle favole, che dal porticciolo facevano da faro per le notti del Tigullio più che la Lanterna per i naviganti, sono stati le vittime di un duplice delitto. E siccome in ogni indagine le coincidenze diventano indizi, meglio rileggere i dati di fatto in mano agli «inquirenti».
22 marzo 2008: Tino Barbera, storico patron dello Schooner, muore nel suo locale flagellato da una mareggiata. Notizia choc. Molti lo ricordano come l’imprenditore della notti d’estate, che ha portato a Sestri tutti i big della musica italiana e internazionale. Ricordano che a giorni avrebbe inaugurato la stagione del rilancio, forte dell’accordo con Umberto Smaila. Lo Schooner sarebbe diventato ancora più «in» con l’insegna dello «Smaila’s» e le serate coordinate dall’ex Gatto di vicolo Miracoli. I suoi eredi però sono decisi: il progetto di Tino deve sopravvivere. Prima coincidenza: due notti dopo viene dato alle fiamme lo Schooner. Distrutti il locale e il sogno di Tino. Il progetto di Barbera per Sestri Levante e il Tigullio sembra però destinato a farcela. Non si può uccidere così un sogno e anche una parte dell’economia turistica della città.
2 maggio 2008: l’Umberto della canzone italiana inaugura comunque il suo «Smaila’s». Si sposta di pochi metri. Sempre sul porto c’è la Piscina dei Castelli, altro locale storico, altro faro dell’estate. Le serate con Smaila e dei grandi artisti della sua squadra fanno da volano al resto degli appuntamenti in discoteca. Ma dura poco. Arrivano i controlli. Il successo è eccessivo. Tradotto: troppa gente in pista. Una, due volte e poi, regolamenti alla mano, anzi regolamenti presi in mano dopo averli dissotterrati da qualche quintale di polvere, la Piscina viene chiusa. I gestori ci riprovano, chiedono di riavere la licenza. Macché. Il Comune di Sestri Levante dice «no». Ci sono abusi demaniali, niente licenza. Abusi demaniali, sì, ma datati 1982. Ventisei anni di polvere che improvvisamente sparisce e si accumula sulla tomba dell’altro grande locale storico del Tigullio.
Pace all’anima sua e a quella delle sue serate mitiche. La Hanoa-Hanoa su tutte, la festa hawaiana che in agosto, da decenni, richiama gente anche da fuori Liguria e trasforma Sestri in una Honolulu ancora più bella. L’estate del 2008 sarà ricordata come la prima senza Hanoa-Hanoa. Anzi no, perché sui siti internet, specie quelli più cliccati dal mondo alternativo, rimbalzano gli annunci: la festa hawaiana si farà lo stesso. Non in Piscina, ma in giro per Sestri, sulla passeggiata. Alcuni locali potrebbero offrire la base logistica e quanto necessario a riempire bicchieri e boccali. In passato c’è già stato qualcosa di simile, la stessa sera della festa in discoteca. E le forze dell’ordine avevano fatto strage di patenti e incetta di pasticche e denunce. Quest’anno non c’è più neppure concorrenza. E se la concorrenza è l’anima del commercio, dovrebbe fare pessimi affari anche il «Mep», l’unica discoteca superstite a Sestri Levante. Certo, non è lo Schooner né la Piscina, incastrata com’è tra i capannoni industriali della prima periferie sestrese. D’estate non ha mai tenuto aperto, quest’anno lo farà. Magari è l’inizio di un nuovo mito. Di certo è la fine delle discoteche che hanno fatto la storia del Tigullio, della Liguria. E che facevano invidia alla Versilia.