Sestri, il mercato deserto e gli ambulanti in rivolta

Un finanziamento di 4,5 milioni dall’Unione Europea per la riqualificazione del quartiere e una grana difficile da risolvere. Un braccio di ferro che imbarazza Municipio e Comune e lascia una struttura nuova di pacca completamente deserta.
La cattedrale nel deserto è la costruzione recentemente restaurata in via Emanuela Ferro a Sestri Ponente, completata già da diverso tempo e pronta ad ospitare nei suoi fondi, nel sottosuolo, dei box auto. Sopra, negli spazi di superficie, attualmente c’è il nulla. Qui, il Comune di Genova aveva da tempo deciso di spostare il mercato ortofrutticolo che ogni giorno viene allestito in piazza dei Micone, zona centralissima del quartiere a due passi dalla ancor più centrale piazza Baracca. Nei fondi che tramite l’Europa sono stati assegnati al quartiere, una parte è proprio destinata alla riqualificazione di piazza Micone e prevede la realizzazione di un parcheggio a raso con l’inserimento di alberature e la contestuale risistemazione di via Donizetti, strada di collegamento tra la piazza e via Sestri. «Nel giro di un anno e mezzo riusciremo a portare a termine lo spostamento del mercato da piazza dei Micone a via Ferro e iniziare gli interventi sulla piazza» promette il presidente del Municipio Medio Ponente Stefano Bernini.
In tutto questo l’anello debole è rappresentato dagli ambulanti che lavorano nel mercato e che dalla zona di piazza dei Micone non vogliono andarsene: «Restiamo qua, altrimenti perdiamo la clientela. In via Ferro non gira nessuno: se il Comune alza la voce sa quali sono le conseguenze, che quella gente non la votiamo più» si sfogano tra i banchi i commercianti spaventati. Perché tra vendere tutti i giorni a due passi da via Sestri e spostarsi in una zona defilata da un’area vitale come quella di questo quartiere del ponente cittadino ce ne passa. Dall’altra parte della barricata, invece, ci sono residenti e commercianti che non aspettano altro di vedere riqualificata l’area e sgombera dai banchetti che arrivano nel primo mattino per lasciare la piazza solo nel pomeriggio «e non sempre in buone condizioni - raccontano i residenti -. Non sempre Amiu è tempestiva nel raccogliere la spazzatura lasciata dai venditori e dal pomeriggio fino alla notte i cassonetti restano traboccanti e emanano odori nauseanti soprattutto in estate».
Le preoccupazioni dei residenti sono quelle del presidente Bernini che assicura che quel trasferimento si farà e anche nei tempi previsti: «Se il mercato di via Ferro è ancora vuoto lo dobbiamo al taglio dei finanziamenti fatti dal governo Berlusconi - provoca scherzosamente Bernini, che chiarisce -. Una volta sbloccato il fondo Ue ci sono tempi tecnici da rispettare e il lavoro va completato con vetrate esterne ed impiantistica per renderlo agibile in tutte le stagioni». ma come la mettiamo con le reticenze degli ambulanti? «È il Comune che decide dove stanno i mercati e in otto anni gli abbiamo proposto diverse soluzioni sempre scartate. O vanno in via Ferro oppure si attrezzino in via Paglia dove hanno i magazzini».