Sestri, la scelta di Berlusconi

(...) da dove Berlusconi faceva i comizi. Dal punto di vista elettorale fu un successone: il centrodestra vinse le regionali e il fatto che espugnò persino la Liguria fu decisivo per mandare a casa il governo ulivista. E l’ingresso di Sandro Biasotti a De Ferrari - tornato oggi quel Biasotti vincente - fu decisivo per far uscire D’Alema da Palazzo Chigi.
Ecco, tutto questo amarcord per dire solo che oggi, a Genova, c’è quella squadra: con Silvio Berlusconi e Claudio Scajola che di quel viaggio in barca e di quella campagna elettorale fu l’organizzatore e che del ballottaggio di Renata è stato uno dei grandi protagonisti. E la scelta del leader azzurro di andare in via Sestri, assolutamente impensabile fino a qualche anno fa, va nella stessa direzione della nave. Il resto, lo fa una candidatura come quella di Renata Oliveri capace di sfoderare il suo calore popolare sempre e comunque. Renata, in questo, è come Berlusconi: cerca il contatto fisico anziché respingerlo; alza i toni fino a farli diventare torridi; politicizza al massimo lo scontro non nascondendo quanto poco le piace il governo Prodi e la sinistra in generale. La sua foto che in questi giorni abbiamo pubblicato varie volte in cui si apre il giubbetto su una maglietta bianca con un cuore rosso al centro e la scritta «I love Silvio» è qualcosa in più di una dichiarazione d’amore. È la dichiarazione di appartenenza, senza distinguo, a una comunità, a un popolo. Al popolo.
Insomma, credo di aver raccontato una storia di parallelismi. Domenica e lunedì, semplicemente andando a votare, nulla di faticoso, c’è la possibilità di chiudere il cerchio: dopo aver fatto cadere il governo D’Alema, far cadere il governo Prodi.