Della Seta: «Il disastro colpa degli ecologisti»

L’esponente del Pd: «La loro politica basata sui no a oltranza è superata. L’ultimo errore è stato contrastare il piano di Bertolaso»

da Roma

«Non si salva l’ambiente con la politica del no». Roberto della Seta, fino ad un mese fa presidente di Legambiente ed ora responsabile ambiente per il Partito democratico, non concede sconti al centrosinistra e neppure ai Verdi affetti come molti italiani dalla sindrome nimby, not in my back yard, non nel mio cortile. Quel principio per il quale il cittadino rifiuta la costruzione di qualsiasi impianto nel proprio territorio. Ma se tutti agiscono così è evidente che non c’è soluzione.
Di chi è la responsabilità di quanto sta accadendo in Campania?
«Le responsabilità ricadono su tutti coloro che hanno avuto voce in capitolo in questi anni sulla questione della gestione dei rifiuti. Da quando è stato dato il via al commissariamento nel ’94 sono passati 14 anni, di proroga in proroga. Scelte fatte dai governi di centrodestra e di centrosinistra alternativamente al potere. C’è il presidente della Regione Antonio Bassolino e gli enti locali. Poi ci sono le gravi responsabilità della classe politica. Certamente del centrosinistra visto che governa gli enti locali dal 2000».
E per lo scempio attuale?
«Ritengo che i Verdi abbiano responsabilità precise. C’era un’ultima occasione per evitare lo scempio di questi giorni ed era quella di sostenere la proposta di Guido Bertolaso. Aprire siti provvisori in attesa di rendere operativo quello individuato a Serre, dove sarebbero potute entrare 2 milioni di tonnellate di rifiuti. Avremmo avuto un anno di respiro. Ma Bertolaso è stato lasciato solo e la sua proposta è stata contrastata dal ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, affiancato dalla sinistra radicale».
Qualche testa deve cadere o no?
«Non credo che sia una questione di dimissioni. Le teste comunque cadranno da sole. Per le responsabilità politiche saranno gli elettori a decidere a chi tagliare la testa. Se ce ne fossero di penali sarà la magistratura a stabilirlo. Certo non sarebbe ammissibile un colpo di spugna su quello che è successo negli ultimi 14 anni. Occorre cambiare i comportamenti. Non mi sono piaciuti affatto i politici che hanno cavalcato la protesta, come Rifondazione. Pure Alleanza nazionale si è fatta notare contro la riapertura di Pianura».
Anche il sindaco Iervolino ha sostenuto la protesta di Pianura.
«La Iervolino non ha fatto una bella figura».
La politica ambientale dei Verdi è destinata alla sconfitta?
«Credo ci sia una fondamentale inadeguatezza dell’ambientalismo portato avanti dai Verdi. Sembrano pensare che per difendere l’ambiente si debba dire sempre no. Non è così. Per salvare il sistema oggi si deve fare. Non è ammissibile che ci siano Verdi contro l’energia eolica o contro i rigassificatori. Così restano le centrali a carbone che inquinano mille volte di più».