Setta islamica semina il terrore: bombe a raffica fanno 65 morti

Un kamikaze, tre autobomba. La furia islamica sconvolge la Nigeria, che conta almeno 65 morti per una serie di attentati messi a segno da un gruppo estremista in azione nel nome di Allah. Gli attacchi coordinati hanno preso di mira le sedi della polizia e le chiese nelle città di Damataru e Potiskum, dove si registrano gran parte delle vittime. Sei chiese sarebbero state attaccate (una è rimasta completamente distrutta dalle fiamme), così come una moschea.
In uno degli attacchi, un kamikaze su un’auto imbottita di esplosivo si è fatto esplodere all’interno del quartiere generale della polizia a Damataru, dove la battaglia è proseguita per ore, strada per strada, con gli attentatori che si sono scontrati a colpi di armi automatiche con le forze di sicurezza nigeriane. «Le strade sono deserte. Ho visto almeno 80 cadaveri all’obitorio», racconta un testimone.
Gli attentati sono stati rivendicati da un portavoce della setta islamica Boko Haram: «Continueremo ad attaccare le sedi del governo federale e delle forze di sicurezza fintanto che loro continueranno a perseguitare i nostri membri e i civili innocenti», ha detto il responsabile. Il gruppo vuole che la sharia sia imposta in tutto il Paese e trova consensi in particolare tra i giovani disoccupati nel nord della Nigeria. La setta avrebbe poi stretto un’alleanza con l’Aqmi, il ramo nordafricano di Al Qaida, grazie alla quale le azioni del gruppo sarebbero cresciute dal punto di vista operativo e logistico. Il 26 agosto scorso, Bako Haram ha rivendicato l’attentato suicida contro la sede dell’Onu nella capitale Abuja, che ha causato 24 morti.