Setta satanica in Ticino: un indagato

La magistratura ticinese ha aperto un’inchiesta sulla presenza di una setta satanica in Ticino. Gli inquirenti hanno fermato e interrogato un ticinese, cui contestano il reato di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. I riti, a base di sesso, sarebbero avvenuti nel Luganese tra il 2001 e i primi sei mesi del 2003.
La vicenda è stata al centro della puntata di Falò, andata in onda giovedì sera. La trasmissione di approfondimento della Tsi, la Televisione della Svizzera italiana, ha raccolto le testimonianze di due donne, che sarebbero riuscite ad abbandonare la setta.
Secondo il loro racconto, anche ragazze minorenni venivano coinvolte in pratiche sessuali a sfondo esoterico. Una delle due donne, che ha raccontato la sua esperienza in televisione, si è trasferita all’estero proprio per sfuggire all’influenza della setta. Tra l’altro la setta potrebbe avere dei collegamenti con gruppi analoghi in azione nella zona di confine italiana.
L’inchiesta è stata aperta dalla magistratura ticinese in seguito a una denuncia. Gli inquirenti hanno effettuato vari interrogatori e perquisizioni. L’unico indagato, al momento - un uomo, residente nel Sottoceneri - respinge le accuse: ha fornito una versione diversa sui fatti oggetto del procedimento. Dopo l’interrogatorio è comunque stato rilasciato. Intanto l'inchiesta prosegue.