Settanta giorni ai mondiali di nuoto «Nessun problema, nessun ritardo»

Quattrocentomila spettatori da tutto il mondo, 2mila giornalisti, musica e spettacolo ogni sera al village di Jumbo Grandieventi al Foro Italico, 20 punti ristoro, 40mila biglietti già venduti. Centottantatré le delegazioni, la più numerosa la squadra statunitense, con 122 atleti, seguita dall’Italia, con 111 iscritti. Le delegazioni più piccole Samoa e Bangladesh, un solo atleta. Sfilerà per la prima volta in una competizione internazionale anche la Palestina. A 70 giorni dal via, la macchina organizzativa dei Mondiali di Nuoto procede come un treno. Tutti gli impianti saranno a posto per il 10 luglio. Il 17 luglio le prime gare, il 18 la cerimonia di apertura allo Stadio dei Marmi: «Nessun problema, nessun ritardo», assicura il direttore generale di Roma09, Roberto Diacetti.
Ed ecco le ultimissime notizie dal quartier generale di Roma09. L’inno dei Mondiali sarà cantato da Claudio Baglioni, già autore e interprete di «Acqua nell’acqua», scritto per i mondiali del 1994. Il titolo, da indiscrezioni, dovrebbe essere «Nell’acqua, nell’immenso». La gara per l’organizzazione della cerimonia di apertura, invece, è stata vinta da un’Ati formata da 5 società, capofila la notissima Ballandi Entertainment. La cerimonia inizierà alle 21,15 e durerà 1 ora e 45 minuti. Lo Stadio dei Marmi per l’occasione diventerà un grande tappeto d’acqua azzurra grazie alle magie del digitale. Uno spettacolo unico, mai visto al mondo. «Gli allestimenti finali degli impianti inizieranno il 1 giugno, dopo la finale di Champions League, e si concluderanno il 5-10 luglio - spiega Diacetti - Abbiamo risolto anche la questione del concerto di Springsteen all’Olimpico, che si svolgerà il 19 luglio senza intoppi».
«Alla faccia dei gufi, che vogliono che le cose vadano male, andrà tutto bene», assicura il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli: «Sarà un grande mondiale».
E i gufi chi sono? Più di uno. I nomi? Basta leggere le cronache recenti. Roberto Morassut, segretario regionale del Pd, al tempio di Adriano giorni fa ha affermato: «I Mondiali saranno un fallimento, una grande occasione perduta. Roma non farà una bella figura. I cantieri del Foro Italico non sono completi, mentre si sono moltiplicati a dismisura gli impianti privati, fuori dal Prg e dai vincoli paesistici. Inoltre non possiamo permettere che Roma si presenti impreparata non ultimando i lavori per la data di inaugurazione». Gli impianti privati sono 22, una delibera comunale prevede che quelli pronti alla scadenza (decide il commissario di governo) siano sede di allenamento delle grandi squadre nazionali. Ma la delibera, guarda caso, è della precedente giunta, di cui faceva parte Morassut. Un curioso caso di sdoppiamento di personalità. Le stesse cose con Veltroni, andavano bene. Ora, no.
Il consigliere comunale Udc, Alessandro Onorato, chiede invece un consiglio straordinario in aula Giulio Cesare: «Vogliamo chiarezza sulla notizia che la Procura stia indagando per abuso d’ufficio in merito al restyling del Salaria Sport Village». «Barelli farebbe meglio a non ironizzare - aggiunge il capogruppo Pd, Umberto Marroni - Bisogna evitare che Roma subisca un’umiliazione di fronte al mondo». La replica non si fa attendere. «Si è sempre detto che i Mondiali dovevano essere l’occasione per lasciare a Roma un patrimonio di infrastrutture - puntualizza Diacetti - Se tutto è in linea con le deroghe previste (alle norme urbanistiche, ndr), non vedo dove sta il problema. Se è fuori dalle deroghe, chi ha sbagliato è giusto che paghi. Ma noi non abbiamo nulla a che fare con la cosa». Si tratta in ogni caso, è bene precisarlo, di lavori su aree private, non ci sono appalti pubblici in ballo. E Morassut? «Ecco, Morassut mi lascia perplesso - ribatte Diacetti - È stato uno degli ideatori del “sistema mondiali”, compresi i tre poli natatori (Pietralata, Valco San Paolo, Ostia, ndr) e i circoli privati. Mi lascia davvero perplesso che ora rinneghi tutto quanto era stato previsto dalla precedente amministrazione».