Settantamila turisti in fuga, ma Emily grazia Cancun

Dopo aver spazzato i Caraibi, l’uragano ha perso forza e ha evitato le coste dello Yucatan. Evacuati dalla costa vacanzieri e abitanti

da Cancun

Emily perde forza, colpisce il Messico con pochi danni ma l’allarme rimane. O almeno quanto basta per convincere decine di migliaia di vacanzieri, tra i quali molti italiani, a lasciare alberghi di lusso, centri di golf e parchi-divertimento per imbarcarsi sul primo volo di ritorno a casa oppure per cercare riparo negli scantinati di alcuni hotel o in rifugi nell’entroterra. Alberghi, scuole e altri edifici pubblici situati nell’entroterra sono diventati rifugi temporanei, per circa 75mila persone, tra turisti e residenti, ospitando fino a 10-15 persone per camera.
Il secondo uragano della stagione si è abbattuto nella notte di ieri sulla costa messicana dello Yucatan con raffiche di vento a 215 chilometri orari, anche se ha in parte perso la sua forza dopo aver spazzato i Caraibi. Ma ha comunque messo in allarme i turisti che si trovavano sulle famose spiaggie di Cancun (dove per precauzione è stato chiuso l’aeroporto, da ieri pomeriggio di nuovo in funzione), oltre che a Playa del Carmen e anche sull’isola di Cozumel, uno dei più noti siti di immersioni al mondo. Proprio qui la tempesta ha fatto i danni maggiori, sradicando alberi e rompendo finestre. Tre i morti, anche se si è trattato di incidenti legati alle misure di prevenzione e non di decessi legati direttamente all'uragano: un uomo è morto fulminato mentre rinforzava il tetto della sua casa a Playa del Carmen, mentre due piloti di elicottero hanno perso la vita in un'operazione di evacuazione da una piattaforma a Campece. Inoltre, nello Yucatan e nello stato di Quintana Roo c'è stato un black out elettrico e telefonico e sono caduti vari alberi. Pur avendo trovato le zone costiere abbandonate nel timore che si ripetesse la tragedia dell'uragano Gilbert, che nel 1988 uccise centinaia di abitanti, Emily aveva già provocato la morte di sei persone nella Giamaica.
«Il pericolo è già passato», hanno assicurato all'unisono i governatori di Quintana Roo e di Yucatan Felix Gonzalez e Patricio Patron, che hanno già disposto una serie di aiuti per quanti hanno subito danni. Anche secondo la Protezione Civile Emily potrebbe perdere ulteriormente forza e passare dalla categoria 2 a 1, ma c'è ugualmente il rischio che riprenda vigore una volta in contatto con il mare e che si diriga verso gli Stati di Veracruz e Tamaulipas. Secondo gli esperti Emily dovrebbe minacciare le coste sud del Texas a metà settimana.
Il passaggio del furioso uragano ha anche obbligato il governo messicano a chiudere i pozzi petroliferi marittimi e anche due porti dove si esporta il greggio. La compagnia estrattiva di Stato, la Pemex, ha temporaneamente chiuso l'80% della sua produzione, concentrata soprattutto nello Stretto di Campeche, che divide la Penisola dello Yucatan da Cuba e chiude a sud il Golfo del Messico. Il blocco ha avuto un effetto immediato sul mercato petrolifero mondiale, i cui prezzi sono cresciuti dell'1%.
L’emergenza uragano sta creando gravi disagi anche a Taiwan, dove un altro tifone, Haitang, ha raggiunto le coste orientali dell'isola paralizzando il traffico aereo e terrestre e facendo saltare la corrente elettrica a circa un milione di abitazioni.