Settantunenne uccide due donne e poi si spara

"L’unica spiegazione è che abbia avuto un raptus", dicono gli amici di famiglia. Luigi Narcisi ha ucciso la convivente, la figlia della donna e, alla fine, si è tolto la vita

L'Aquila - Luigi Narcisi, 71 anni, ha ucciso la convivente, Nella Graziosi, la figlia di lei, Roberta Colaiuda, 24, e infine si è suicidato. L’uomo ha usato la stessa arma, un fucile da caccia calibro 12. Sia l’appartamento della giovane a Pettino, L’Aquila, sia quello della donna, a Scai di Amatrice, Rieti, erano saturi di gas. La donna è stata trovata riversa a terra con il volto sfigurato, dopo che nel primo pomeriggio che era stato scoperto l’omicidio della ragazza e il suicidio dell’uomo.

Gli amici: è stato un raptus "L’unica spiegazione è che abbia avuto un raptus": gli amici, dell’Aquila e di Scai, la piccola frazione di Amatrice (Rieti), ritengono che non vi siano altre spiegazioni per quanto ha fatto oggi Narcisi. L’uomo, che non si era mai sposato, viveva da oltre venti anni con Nella Graziosi in una casa al centro di Scai, ma spesso erano all’Aquila, a casa di Roberta Colaiuda, figlia della donna. Nel piccolo centro del reatino nessuno si è accorto di quanto accaduto e non riesce a credere alla strage. Luigi aveva conosciuto la Graziosi dopo che questa era rimasta vedova e - raccontano i conoscenti - aveva cresciuto la piccola Roberta con l’amore di un padre. Un’amica di famiglia rivela che "Luigi è sempre stato tranquillo, disponibilissimo con tutti. Lui e Nella erano una coppia perbene, benvoluta da tutti. Non riusciamo proprio a crederci. L’unica spiegazione è che sia stato vittima di un raptus. Nella - ha riferito l’amica - da poco tempo aveva riacquistato la parola, e riusciva a comunicare bene". Riguardo a presunti dissapori tra i due, la signora afferma di non averne mai avuto sentore, né lei nè gli altri in paese".