In sette mesi 35mila multe: a Segrate semafori truccati

Indagati due vigili urbani e i responsabili delle ditte dei «T-red»

(...) E ieri, quelle telecamere sono state sequestrate. Gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza hanno consegnato quattro avvisi di garanzia. Finiscono nel registro degli indagati Lorenzo Giona, capo della polizia municipale del comune di Segrate, il funzionario Dario Zanchetta, Luigi Lucchini (rappresentate legale della «Scae», società che fornisce gli apparecchi «T-red» poi appilcati ai semafori), e Raoul Cairoli (rappresentante legale della Ci.Ti.Esse srl, che ha l’esclusiva italiana per la concessione di queste apparecchiature). Le accuse a vario titolo sono di falso materiale, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Secondo gli inquirenti, infatti, ci sarebbero state anche irregolarità nella gara d’appalto per la fornitura degli apparecchi. A conquistarla nel luglio di un anno fa era stata la Scae, che tra l’altro fornisce abitualmente il Comune di Segrate della cartellonistica stradale. Gara vinta contro la concorrenza di un’unica rivale: la Ci.Ti.Esse, appunto.
L’indagine nasce da un esposto dei cittadini, esasperati dalla mole - e dalla concentrazione - delle contravvenzioni. A migliaia, e sempre allo stesso incrocio. Secondo la denuncia, gli apparecchi «T-red» (che regolano il tempo dei semafori) sarebbero tarati in modo da ridurre sensibilmente la durata del «giallo», impedendo agli automobilisti di attraversare l’incrocio senza «bruciarlo». E sempre con quegli apparecchi vengono scattate le foto con cui la polizia locale «dimostra» l’infrazione. «Finalmente anche le indagini della magistratura danno un riscontro positivo ai sospetti che abbiamo sollevato - commenta il legale degli automobilisti, l’avvocato Francesca Fuso -. I cittadini di Segrate erano praticamente terrorizzati all’idea di passare in auto sulla Cassanese. Ci sono automobilisti che nel giro di pochi giorni si sono trovati con più di una multa e pochissimi punti sulla patente».
Un business, quello delle multe. A conti fatti, l’amministrazione di Segrate potrebbe intascare con quelle 35mila multe circa 4milioni e 830mila euro. Il bilancio di quest’anno, di fatto, si è arricchito di oltre 2 milioni in più rispetto al bilancio dell’anno precedente, fermo a 700mila euro. Un fiume di denaro che ha spinto le Fiamme gialle a «visitare» anche gli uffici del Comune. Ancora. Alla Scae, la società che si è aggiudicata l’appalto, viene garantito il 25,10 per cento su ogni contravvenzione. Totale, un ricavo pari a 1 milione e 212mila euro. Ed è da verificare che parte degli introiti considerati illegittimi non finissero anche alla Ci.Ti.Esse.
A Milano, intanto, arriva la rassicurazione dell’assessore alla Mobilità Edoardo Croci. «Ho fatto tutte le verifiche con gli uffici. A Milano il sistema di regolazione dei semafori è diverso. È omologato e tecnologicamente avanzato».