Sette Nobel e cento autori sui «Conflitti dell’assoluto»

Diciamola tutta: Milano in questi giorni, grazie anche al gradevole clima estivo, è divertente, frizzante e soprattutto cosmopolita. Dopo il Salone del Mobile che ieri ha chiuso i battenti portando in città una ventata internazionale e dopo il trionfo dell’Inter che oltre agli interisti ha entusiasmato perfino molti cinesi di Chinatown, un altro appuntamento si preannuncia vivace, ricco di stimoli e proposte. Ieri, nella suggestiva cornice di Palazzo Isimbardi, un folto pubblico di addetti ai lavori e non solo ha assistito alla presentazione del programma della Milanesiana, una manifestazione centrata sul connubio tra letteratura, musica e cinema che ha come tema conduttore «I conflitti dell’assoluto» giunta alla sua ottava edizione che si svolgerà dal 24 giugno al 10 luglio. E c’erano proprio tutti ad applaudire e sostenere questa manifestazione che sta ottenendo un sempre maggior favore di pubblico e di prestigio internazionale. Erano presenti tutti insieme appassionatamente, istituzioni e pubblico, in nome della Cultura con la “C” maiuscola (alla faccia di Roma accalappia-tutto). C’erano Elisabetta Sgarbi, come sempre grande timoniere della rassegna da lei ideata e diretta; il presidente della Provincia Filippo Penati; l’assessore provinciale alla Cultura, Daniela Benelli e Vittorio Sgarbi, qui in doppia versione di fratello e di assessore alla Cultura del Comune. Il costo complessivo dell’iniziativa è di un milione di euro, 400mila coperti dalla Provincia, il resto dai numerosi sponsor tra cui il «Gioco del Lotto» che contribuisce con parte dei proventi delle giocate alla promozione di attività culturali. Divertente il duetto tra i due fratelli, animato da allusioni e giochi di parole. Lui: «Provo un sentimento di fraterna invidia. È un programma che avrei voluto fare volentieri io...». Ma nessun favoritismo, of course: «Per non dare la sensazione di fare favoritismi - ha precisato il critico d’arte - e nello stesso tempo per non essere assenti da questa manifestazione, abbiamo meditato una soluzione più tranquilla, senza contributi economici ma dando la concessione della Scala per una serata e degli Arcimboldi per due, con la gestione diretta da parte del Comune. Così si dà il senso che il Comune è presente. E penso che questa soluzione non possa essere soggetta a critiche». Applausi generali, sorriso tra fratelli ed Elisabetta illustra il programma. «La scommessa di quest’edizione - spiega - è ancora una volta quella di non arretrare di fronte al diverso, al nuovo, ma di saperlo rendere condivisibile per la crescita di tutti. Questa è una “Milanesiana laureata” – ha aggiunto con orgoglio - che vedrà come ospiti sette premi Nobel e due Pulitzer». In effetti la programmazione è di alto livello con una serie di calibri da Novanta (vedi box). Quattordici gli eventi al Dal Verme, in gran parte serate con concerti, mentre cinque incontri serali saranno allo Spazio Oberdan, una serata alla Scala e due al Teatro degli Arcimboldi. «La rassegna si conferma come una delle manifestazioni culturali più significative della città - ha ribadito Benelli -, un fiore all’occhiello di Milano molto imitato, capace di affrontare i grandi temi del mondo contemporaneo. Ora con un sostegno istituzionale più ampio è pronta per un salto di qualità». A sua volta Penati ha osservato che Milano ha bisogno di trovare un suo modello di convivenza civile e di maggiore coesione sociale: «In questo senso - ha dichiarato - penso che anche su questo tema la cultura possa giocare un grande ruolo». Come dire, tutti felici e contenti, destra e sinistra (tentennanti inclusi), cosa non da poco nell’eterno Belpaese dei Guelfi e Ghibellini. In nome, evviva, di un’iniziativa di ampio respiro e di alto profilo culturale destinata finalmente ai cittadini.