«Sette note musicali» che spalancano le porte sui mondi paralleli

Non è raro udire, nello spartito del romanzo, la voce della musica. Ultimo esempio in ordine di tempo è Il fortepiano di Federico, di Gabriele Formenti, in cui la narrazione è sorretta dalle note sublimi di Johann Sebastian Bach. E, citando Bach, come non ricordare Canone inverso di Paolo Maurensig? A volte poi la musica, pur senza ergersi a colonna sonora delle pagine, ne diventa il logo acustico. Ed ecco La marcia di Radetzky di Johann Strauss padre fare da sottofondo all’omonima opera di Joseph Roth, autentica sinfonia austro-ungarica, e la Sonata a Kreutzer di Ludwig van Beethoven scatenare il dramma familiare in crescendo di casa Pozdnyšev descritto da Lev Tolstoj sotto lo stesso titolo.
Nelle Sette note musicali di Zoran Zivkovic (Tea, pagg. 137, euro 10, trad. Milena Mirkovic ed Elisabetta Boscolo Gnolo) la parola «note» rimanda al do-re-mi-fa-sol-la-si, ma anche alle «note» letterarie poste a margine di eventi inspiegabilmente magici. Tali in effetti sono i sette racconti qui riuniti, dove l’entrata in scena della musica annuncia, o meglio provoca fenomeni che conducono i personaggi nella dimensione dell’ignoto. Ascoltando il Concerto numero 2 in fa minore per pianoforte e orchestra di Chopin opera 21 un bambino autistico ha una crisi: perde sangue dal naso ma, soprattutto, sul foglio che il dottor Martin gli ha posto davanti, scrive una serie di cifre apparentemente senza senso. No, non sono senza senso, rivela a Martin un amico matematico, bensì indicano «uno dei valori fondamentali della natura: la costante di struttura fine». Il piccolo Philip è forse latore inconsapevole di qualche messaggio? Nel secondo racconto la musica annuncia un incendio prima virtuale e poi reale. Nel terzo la melodia uscita da un carillon trasporta il suo possessore in un buco temporale. Nel quarto l’organetto di un clochard predice il futuro. Nel quinto i brani eseguiti sotto il gazebo di un parco dettano a un pittore dilettante quelli che lui interpreta come tessere di un colossale puzzle. Nel sesto la dolcezza di un violino accompagna un uomo oltre i confini della morte. Nel settimo (dove ritroviamo i fantasmi dei sei precedenti protagonisti) «i suoni dell’armonia celeste» prodotti da un violino perfetto sono fatali a un liutaio.
Sette note musicali è il terzo libro di Zivkovic a essere tradotto in italiano, dopo il romanzo L’ultimo libro e l’altra raccolta di racconti Sei biblioteche, anch’essi pubblicati da Tea, nel 2010 e quest’anno. Laureatosi nel ’73 in Teoria della letteratura, Zivkovic presto la... mise in pratica con uno studio su Arthur C. Clarke, un’enciclopedia della fantascienza e tanta, tantissima narrativa, trovando tempo e modo, nell’82, di fondare Polaris, la prima casa editrice privata riconosciuta dall’allora Jugoslavia. Dopo aver portato anche in televisione, per RTV Studio B di Belgrado, città in cui è nato nel ’48, alcuni suoi lavori, dal 2007 insegna Scrittura creativa alla facoltà di Filologia dell’Università della capitale serba. Accostato a Bulgakov, Kafka e Lem, il suo stile si alimenta di molta lettura, oltre che di molta scrittura, e della difficile arte di affidare a ciò che non è detto, ma soltanto accennato, sottinteso o ipotizzato il ruolo decisivo nel dialogo monologante con i lettori. Una musica avvolgente molto vicina a quella delle sette note musicali.