Sette statali su 10: "Siamo troppi"

Sondaggio del &quot;Giornale&quot;: il 67,1% delle persone che hanno in famiglia un dipendente pubblico chiede una riduzione. Nemmeno il centrodestra difende più la categoria. L'ex ministro Costa: <strong><a href="/a.pic1?ID=225264">&quot;Le solite lacrime di coccodrillo&quot;</a></strong>

Milano - «Se tutti i nostri dipendenti pubblici imbracciassero un fucile potremmo invadere gli Stati Uniti d’America: sono molti di più dei marines». Cattiveria? Freddura? Battuta? Può darsi ma è quello che pensa la maggioranza degli italiani.
Un sondaggio effettuato per il Giornale dalla Ferrari Nasi & Grisantelli rivela che per la stragrande maggioranza dei cittadini il numero degli statali o parastatali è eccessivo. Chi lavora per il settore pubblico non è amato e paga lo scotto di essere ritenuto inamovibile anche se fannullone, privilegiato, intoccabile se non addirittura raccomandato. Insomma, un membro della «casta». Che costa, per di più. Con la risposta alla prima domanda del sondaggio, infatti, si chiede una sostanziosa sforbiciata alle uscite per il pubblico impiego. Per il 74,9 per cento degli italiani «È importante che nella legge finanziaria sia prevista una decisa riduzione della spesa pubblica». Più di sette su dieci. È interessante analizzare il dato disaggregato: tutti, anche gli elettori di centrosinistra, ritengono che «Pantalone» debba stringere la cinghia. Eppure, tra gli intervistati, quasi tre su dieci lavorano come dipendenti pubblici o in enti parastatali.
Ma la vera sorpresa del sondaggio riguarda il giudizio sul numero degli statali. Troppi, decisamente troppi rispetto alle reali esigenze dello Stato. Ben il 69,4 per cento sostiene che «Sono di più di quanto ne servano realmente». Non solo: anche chi ha un dipendente pubblico in famiglia pensa che l’esercito degli statali vada sfoltito. Tra «Molti» (22 per cento), «abbastanza» (31,2 per cento), «un po’ di più» (13,9 per cento) del necessario, sono quasi sette su dieci a lamentarne l’eccesso rispetto ai veri bisogni dello Stato. Totale: 67,1 per cento. Nessuna difesa d’ufficio della corporazione, quindi.
Un’autocritica che suona come un «ebbene sì, siamo tanti e siamo troppi». E anche in questo caso si sfata il mito che la sinistra sia sempre e comunque a difesa del pubblico. Pure gli elettori dell’Unione (77,6 per cento) dicono che gli statali sono in eccesso, e non solo quelli di Forza Italia e Lega, tradizionalmente più favorevoli ai servizi forniti dal privato. Sono di più i supporter della sinistra radicale a sostenere e difendere la causa degli statali, ma è una maggioranza relativa: il 26,2 per cento pensa che il loro numero sia corretto per le esigenze della pubblica amministrazione ma anche tra rifondaroli e comunisti italiani la maggioranza pensa che siano più del dovuto (57,5 per cento). Gli elettori, come sempre, anticipano gli eletti.