Settecento animatori che attendono conferme

Festival della scienza, della polemica, dello scontro, ma anche festival dell'amicizia, del confronto nel dialogo culturale e dell'incontro per i 700 giovani animatori che per tredici giorni si sentono uniti dalla passione per la scienza e non solo. Anzi. Mai come quest'anno sono stati molteplici gli stimoli e le relazioni trovate tra scienza e altri ambiti del sapere e forse, le più belle esperienze al festival non hanno visto la scienza come protagonista assoluta. Parola di una super veterana dell'evento, che vi lavora e ne è coinvolta da prima del 2003, anno della sua nascita. Solo per fare due esempi: indimenticabili e toccanti i 12 minuti passati nella totale oscurità sul palco del Teatro della Tosse alla ricerca della storia naturale dell'uomo e della Terra attraverso un intrigante dialogo tra scienza, filosofia e arte, alienante e sconvolgente l'installazione all'oratorio di San Filippo che ha reso concreto il pirandelliano «Uno, nessuno, centomila» grazie ad una struttura in cui i visitatori potevano provare la sensazione di vedere il proprio corpo elevarsi nell'aria, riflesso e scomposto in mille parti grazie a specchi ubicati intorno alla postazione.
Un segno forte del fatto che questo evento sta cambiando i suoi connotati evolvendo verso un incontro culturale ampio e non regredendo verso una fiera come tante altre: sempre maggiore anche la partecipazione sia di visitatori sia di animatori da altre parti d'Italia e del mondo (ricordiamo la delegazione di cinesi, tra cui erano presenti anche maestri e professori di discipline orientali molto famosi a Shangai, e poi turchi, inglesi, americani, peruviani...).
Ogni anno il festival dà un forte contributo non solo alla cultura, ma anche al confronto tra giovani ed è inimmaginabile quanto sia fertile questo terreno per il fiorire di amicizie e di collaborazioni lavorative o nell'ambito della ricerca scientifica che continuano ben oltre questi 13 giorni: insomma grazie a questo evento una volta all'anno si sfondano anche le barriere inter-facoltà, spesso davvero rigidissime, e si dialoga non solo nella monografica monotonia di uno specifico ambito tecnico, ma aprendo la mente ad una conoscenza che si avvicina maggiormente ad una dimensione olistica del sapere e che quindi riesce anche a riappropriarsi del lato più umano della conoscenza.
Genova madre di un evento che le sta dando visibilità internazionale e che forse è una delle poche occasioni di arricchimento culturale che offre ai suoi giovani. Ma domani potrebbe non essere più così, potremmo perdere la maternità di questo stimolante evento.
Tutto questo può valere il ricatto di uno sponsor o l'invidia di altre città o regioni italiane?
Staremo a vedere, l'unica speranza è nella grinta di Manuela Arata, presidente dell'Associazione Festival della Scienza, che, alla festa finale dello scorso 4 novembre al Mentelocale, già rassicurava gli animatori e le persone che potrebbero perdere il lavoro se il festival non si facesse più: non dimentichiamoci infatti che oltre agli «occasionali», esiste una parte del personale attualmente assunto dal Cnr a tempo determinato che ha il compito di seguire l'organizzazione dell'evento durante tutto l'anno.