Settembre in bianco tra tecnologia, vette e meraviglie

Il Monte Bianco tra fine estate e inizio autunno: i suoi villaggi e i suoi ghiacciai uniscono storia e leggenda, sapori e colori

Un Monte Bianco slow-season, sospeso tra gli ultimi bagliori estivi e le prime pennellate d'autunno, lontano dalla folla di turisti e sciatori, da scoprire e godere tra gigantismo e dettaglio per un weekend all'insegna della contemplazione.

Auto pronta il venerdì, stacco dal lavoro e sguardo a NordOvest verso la terra del Gigante e i suoi tramonti rosso fuoco. Una sera e una notte a Courmayeur con uno struscio in centro, aperitivo al Caffè della Posta, cena tipica e notte alla Maison St. Jean (www.msj.it, doppia da 85 euro). Appuntamento all'alba con il Re delle Alpi in rosa: uno spettacolo cromatico unico. Lasciata l'auto a Courmayeur trasbordiamo su uno dei pullman che fanno spola con Chamonix (www.savda.it, andata 14 euro) entrando da subito nelle viscere del Bianco. Il tunnel, lungo 11,6 Km, che compie quest'anno 50 anni, ha visto transitare oltre 70 milioni di veicoli dalla sua inaugurazione nel 1965. Un gigante nel gigante realizzato con l'impiego di 1200 tonnellate di esplosivo per 400 mila colpi di mina che hanno permesso di estrarre un milione di metri cubi di roccia e di mettere in opera 200 mila metri cubi di calcestruzzo. Il tragitto in galleria dura un quarto d'ora, altrettanto per arrivare a Chamonix dove ci aspetta il piccolo Hotel di charme «Le Faucigny» (www.hotelfaucigny-chamonix.com, doppia da 80 euro) dal design intimo e contemporaneo.

A breve distanza dall'albergo un'altra meraviglia ingegneristica: il trenino a cremagliera che dal 1909 sale a Montenvers nel cuore dell'immenso ghiacciaio della Mer De Glace dove tunnel scavati nel ghiaccio permettono di visitarne l'interno. Lo scenario all'arrivo appartiene a un altro pianeta: una lunga valle rocciosa ospita un ghiacciaio di 25 km profondo centinaia di metri, le cui atmosfere gotiche ispirarono il più famoso personaggio della scrittrice Mary Shelley: «Frankenstein»! Un po' di Shining si respira invece nel rustico albergo del luogo rimasto com'era dal 1879 con il suo buon ristorante e il piccolo museo. A Chamonix vestiamo invece i panni di «Indiana Jones alla ricerca dell'Olimpiade perduta» quella che le diede fama nel lontano 1924, inaugurando la prima versione invernale dei Giochi. Le poche tracce rimaste ve le riveliamo in esclusiva in un breve itinerario cittadino da percorrere con gusto del dettaglio. Prima tappa l'Hotel de l'Arve, che espone nelle sue sale due fotografie d'epoca dello stadio olimpico, utili per un confronto con quello attuale di atletica perfettamente sovrapposto sull'impronta del primo. Seconda tappa la chiesa parrocchiale, con le vetrate del 1925 che ritraggono gli sport olimpici. Terza, il Museo Alpino dove è custodito il manifesto originale dell'Olimpiade firmato da Matisse. Per finire, una buona cena al ristorante La Calèche (www.restaurant-caleche.com) tutto arredato con gli attrezzi sportivi originali (bob, pattini, mazze da hockey, tabelloni con le classifiche, sci, divise, medaglie) appesi un po' ovunque.

Domenica di buon'ora un'occhiata al trampolino di allora di fronte alla vecchia stazione della funivia dell'Aiguille du Midi e rientro in Italia partendo dalla nuova (www.compagniedumontblanc.fr, percorso sui 100 euro). Ci aspetta una giornata indimenticabile lungo i 15 Km della meravigliosa funivia dei ghiacciai, con la sua prima tratta da vertigine ai 3.842 metri dell'Aiguille dove sostiamo ad ammirare le Alpi francesi all'interno di una bolla di vetro sospesa a mille metri sul ghiacciaio. Da qui in poi solo sogno e silenzio: la funivia fa un unico lungo balzo di 5.093 metri a quasi 4.000 di quota scivolando verso Punta Hellbronner dove una grande terrazza circolare di 14 metri di diametro ci farà ammirare il Bianco, mentre un'esposizione rivelerà i suoi tesori più belli: i grandi e luminosi cristalli di quarzo. La discesa verso Courmayeur è un salto nel futuro con le architetture avveniristiche della nuova funivia Skyway appena inaugurata e le sue grandi cabine panoramiche rotanti. Nella stazione del Pavillon due sorprese: i sapori alpini nel nuovo ristorante panoramico e una curiosità, la cantina sperimentale di produzione in quota dello spumante Vallée d'Aoste dop Blanc de Morgex!

Maggiori informazioni su Courmayeur: www.courmayeurmontblanc.it.