In settembre prezzi in retromarcia

Più «leggeri» i listini di benzina verde (meno 6,8%) e gasolio (meno 1,8%)

da Milano

L’inflazione tira il freno, scendendo per la prima volta in oltre 10 anni. È accaduto in settembre, mese in cui i prezzi al consumo sono calati dello 0,1% consentendo all’indice annualizzato di posizionarsi sul 2,1% rispetto al 2,2% di agosto.
La notizia è buona, ma certo non farebbe recedere dai propositi di stretta vigilanza sul carovita un cerbero anti-inflazione come il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet. L’evento, per quanto inusuale, è infatti connesso ai ribassi delle quotazioni petrolifere, non essendo ancora percepibili gli effetti dei provvedimenti contenuti nel decreto Bersani. Il minor peso del greggio, che in agosto aveva toccato sui mercati internazionali il picco di quasi 68 dollari il barile, ha così “alleggerito“ il paniere Istat. E non di poco. Secondo quanto segnalato ieri dall’Istat, i beni energetici hanno infatti segnato una forte contrazione mensile, pari al 2,4%, con un abbattimento di ben 4,5 punti percentuali del tasso di crescita annuo, che retrocede dal 10,5% di agosto al 5,9%. Una leggerezza avvertita anche dagli automobilisti: il prezzo della benzina verde è risultato meno caro del 6,8% rispetto ad agosto e si è praticamente riallineato ai valori del settembre 2005, mentre il gasolio ha visto i prezzi calare dell’1,8% rispetto ad agosto.
Il problema resta comunque quello legato alla volatilità delle quotazioni petrolifere, sempre suscettibili di aggiustamenti verso l’alto in caso di una recrudescenza delle tensioni geopolitiche che avevano determinato i picchi estivi. Tra le variabili in grado di condizionare le quotazioni del barile, va inoltre messo l’ormai sicuro taglio di un milione di barili al giorno da parte dei Paesi Opec. L’arrivo della stagione invernale potrebbe inoltre provocare un nuovo aumento dei prezzi energetici, anche se la stessa Opec ha rivisto al ribasso le stime sulla domanda mondiale 2006 a 84,2 milioni di barili al giorno.
In generale, il fronte inflazionistico resta caldo. Se si eccettua il processo di diminuzione dei prezzi nelle tlc (meno 3,4% nell’ultimo anno), sono infatti proseguiti i rincari di abitazione, acqua, elettricità e combustibile (più 5,7%) e sono aumentati anche le bevande alcoliche e i tabacchi (più 5,1%) e gli alimentari (più 2,5%).