Il Setterosa avanza in maschera con i 100 chili della Piccola Ely

La Casanova, centroboa azzurra, decisiva nonostante la protezione

Neppure lei avrebbe immaginato che tutto il mondo l’avrebbe conosciuta per l’inedita versione da donna mascherata. Una gomitata galeotta, ricevuta nella gara d’esordio con la Russia le ha procurato una forte contusione al naso. E le «amerikane» l’altro ieri, scoperto il punto debole, non hanno esitato a bersagliarla sulla maschera protettiva che il fantastico dottor Nicola Armentano al seguito del Setterosa le ha approntato per proteggerla.
«È eccezionale – ha confessato al telefono la piccola Ely alla mamma Anna Clara –, sembra di ferro. Anche se fatico un po’ a respirare». A vederla in effetti ha qualcosa di medioevale: la stazza (ci perdoni per il termine) è imponente, 1,86 per 100 chili; dallo sguardo, seppur dolce, traspare la grinta che in vasca mette paura alle difese avversarie e per Sandro Campagna - oggi commentatore tv - lei è la migliore al mondo nella pallanuoto. Uomini compresi. Anche perché il ruolo della nostra è di quelli che non perdonano: il centro boa.
Approdata alla pallanuoto nel 1993, ha trovato la consacrazione in Ligura, a Lerici, e poi in Lombardia, a Varese. Lasciata fuori dal giro azzurro nel fiore degli anni («Ma a qualcuno piaceva una squadra di fotomodelle» dice), grazie alla Fiorentina del grande Gianni De Magistris (colui che le ha affibbiato il nomignolo di Piccola Ely) ha sfondato in azzurro. Mauro Maugeri, coach della nazionale, è il suo primo fan: «Devo congratularmi con lei per quanto ha fatto contro gli Usa. Pur con il problema al naso, ha lottato come una leonessa. Realizzando la rete del pareggio».
Tifosissima del Genoa, una laurea da commercialista nel cassetto («Ma ho praticamente smesso di lavorare tra le dichiarazioni dei redditi per «lavorare» da pallanuotista») è stata la sorpresa di questo Setterosa che, facendo i debiti scongiuri, si sta imponendo nel torneo olimpico. Ad essere sinceri la delusione dell’europeo non è ancora del tutto cancellata, ma «adesso ci stiamo mettendo il cuore». La competizione continentale, se vogliamo, è servita come tappa di avvicinamento ai giochi di Pechino. Il guizzo vincente di Elisa, quello che ha messo il sigillo sul pari con gli Usa, è stato fantastico, considerando la sua mole: «Io ho fatto poco o nulla: è stata brava Tania a passarmi una palla splendida». Quando contro la Russia ha rimediato la gomitata, il suo primo pensiero è stato per mamma Anna Clara: «Si è sempre raccomandata di una cosa – ci confessa Elisa – non romperti mai il naso, è l’unica cosa “piccola” che hai». Così quando dopo il colpo è arrivato il sangue, copioso, il primo pensiero di Elisa è andato alla madre. Non trovava neppure le parole giuste al telefono: ma alla fine anche mamma Anna Clara l’ha perdonata. Come non farlo, per aver raggiunto la sua prima Olimpiade alla beata età di 35 anni?