La settimana corta dell’Europarlamento

Gentile Granzotto, ho letto la sua risposta del 26 maggio 2008, ma sono costretta ad apportare alcune precisazioni sui lavori del Parlamento europeo da lei descritti. A differenza di quanto da lei espresso, l’attività degli eurodeputati nel corso di ogni mese è molto complessa e così articolata: una settimana al mese di sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, eventualmente 2 giorni al mese di sessione plenaria a Bruxelles. Nel corso di tali sessioni gli europarlamentari discutono e votano le relazioni preparate dalle Commissioni Parlamentari. Nelle rimanenti settimane, gli europarlamentari si riuniscono nelle Commissioni parlamentari d’appartenenza, partecipano ai gruppi di lavoro, ai lavori dei gruppi politici e alle delegazioni di cui sono membri. Tenga conto che ogni eurodeputato è membro di un gruppo parlamentare, di commissioni e delegazioni, quindi in quelli che chiama giorni di ricreazione la loro agenda è fitta di incontri istituzionali. Per quanto riguarda i costi, il Parlamento europeo assorbe l’1,5 per cento del bilancio comunitario: sottolineo in particolare la funzione e l’importanza delle traduzioni che permettono ai deputati di esprimersi al meglio nella propria lingua. Il multilinguismo e la difesa delle lingue è uno dei punti chiave. A proposito del potere di bilancio lei vuole fare apparire l’approvazione del bilancio come una pura ratifica, in realtà la procedura è molto complessa. La Commissione presenta solo la proposta, la decisione finale arriva dopo una lunga procedura, articolata in 2 letture, dove il Parlamento esamina circa 1.500 emendamenti, e che si conclude con un accordo tra Consiglio dei ministri della Ue e Parlamento europeo. Per semplificare il Consiglio ha bisogno dell’accordo del Parlamento europeo su tutte le materie oggetto di finanziamento europeo, tranne l’Agricoltura. Inoltre il Parlamento europeo ha rafforzato molto i suoi poteri, specie quello legislativo. Il Parlamento europeo colegifera con il Consiglio dei ministri sul 70 per cento delle materie di competenza dell’Unione europea e presto questa percentuale diventerà del 90 per cento. Le ricordo che, contrariamente a quanto scrive, la Commissione non ha potere legislativo, ma esecutivo e d’iniziativa; entra in carica solo dopo aver ricevuto l’approvazione del Parlamento europeo. Sarà, inoltre deludente per lei sapere che gli uffici degli Eurodeputati e dei loro assistenti misurano 2 metri per 3 scarsi. La preghiamo pertanto di accogliere il nostro invito a seguire una settimana di lavori al Parlamento europeo, così avrà anche l’occasione di visitare un luogo di cui lei sembra scrivere senza averlo mai visto.


Direttrice dell’Ufficio d’Informazione

del Parlamento europeo per l’Italia

Come preferisce, gentile Direttrice. Se per lei una settimana è composta di quattro giorni, che poi sono tre e mezzo, d’accordo. Va bene anche dire che il Parlamento non legifica ma co-legifica. Co. E che non ratifica ma co-decide. Co. In quanto gli uffici degli eurodeputati, mi piange il cuore venendo a sapere che misurano appena due metri per tre. Però, per fortuna, a quegli stakanovisti è stata risparmiata l’afflizione della promiscuità. Fra stanzine, stanzette e stanzone se ne contano, nell’edificio dell’Europarlamento, 2mila e 750. Tutte linde e pinte, in aggiunta, perché solo per tenere in ordine l’edificio - e pensare che resta vuoto per 10 mesi su 12 - noi eurocontribuenti sborsiamo 78milioni all’anno. Bella cifretta, trova?