Settimana decisiva per Papa: il gip decide sulla scarcerazione

Napoli Da cinque giorni in carcere, nel pomeriggio di oggi il parlamentare del Pdl, Alfonso Papa, rinchiuso nella sua cella (non più in isolamento dopo l’interrogatorio di garanzia di sabato scorso) saprà se il procuratore aggiunto Francesco Greco ed i pm Francesco Curcio ed Henry John Woodcock hanno dato parere favorevole alla istanza di revoca dell’ordinanza di custodia cautelare o in subordine agli arresti domiciliari avanzata dai suoi legali, gli avvocati Giuseppe D’Alise e Carlo di Casola.
Il parere della Procura di Napoli, che sta conducendo l’inchiesta sulla cosiddetta P4 non è comunque vincolante per il giudice delle indagini preliminari, Luigi Giordano che tra mercoledi e giovedi sarà chiamato a pronunciarsi sull’istanza presentata dalla difesa di Papa.
Oggi per la prima volta dal giorno dell’arresto (20 luglio scorso) Papa, ex pm della Procura di Napoli (sospeso dal Csm nelle scorse settimane) riceverà nella saletta dei colloqui riservata ai detenuti e alle loro famiglie la visita della moglie, Tiziana Rodà. La donna, professione avvocato - nonostante sia «distrutta dal dolore per l’arresto del marito e le ricadute sulla famiglia, a cominciare dai bambini», come rivela chi le sta accanto - resta comunque «molto fiduciosa nella giustizia e speranzosa che l’istanza di revoca del provvedimenti restrittivo vada a buon fine», come spiega l’avvocato, nonchè amico di Papa, Giuseppe D’Alise.
Il professionista ha rivelato di avere capito mercoledì scorso che «Alfonso sarebbe stato arrestato con il voto favorevole della Lega, quando ho visto che il ministro dell’Interno Roberto Maroni non è andato a sedersi nei banchi del Governo ma in quelli della Lega».
«Ero nella tribuna riservata ai visitatori per stare a fianco di Papa quando la Camera ha dato parere favorevole all’arresto, nonostante gli ottimi interventi, soprattutto da un punto di vista tecnico dei parlamentari Sisto e Paniz ma purtroppo non è bastato» ha proseguito D’Alise.
Restando nella vicenda giudiziaria denominata P4, un altro avvocato, Bruno La Rosa, legale del parlamentare del Pdl, Marco Milanese, sul quale pende una richiesta di arresto su cui dovrà pronunciarsi la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, ha detto di non essere a conoscenza del «contenuto dei nuovi atti trasmessi dalla procura di Napoli alla Camera dei deputati».
In merito ad alcune indiscrezioni trapelate su una testimonianza, riportata nei verbali degli interrogatori presenti nelle carte depositate alla Camera, riguardo a una storia di sterline, l’avvocato La Rosa ha chiarito la provenienza del denaro. «Le sterline sono state vendute alla Gold Metal ma, il testimone evidentemente non ricorda bene, perché il mio cliente aveva detto che le sterline provenivano da una donazione di suo suocero ed erano poi diventate oggetto della divisione dei beni nell’ambito della causa di separazione dalla moglie».
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