In una settimana il sindaco e l’assessore in tribunale

(...) Gli esponenti della Casa della Legalità da una parte, Marta Vincenzi dall’altra.
Il procedimento civile fa riferimento a quanto denunciato dall’associazione che già alla vigilia delle elezioni aveva denunciato il rischio di un conflitto di interesse di Marta Vincenzi, tale da metterne a rischio l’elezione. Allora però solo «il Giornale» aveva dato spazio alla denuncia. Tutto sembrava sepolto, ancora «il Giornale» era tornato sulla questione dopo la vittoria al primo turno del centrosinistra, piano piano altri organi d’informazione, rigorosamente a urne chiuse, una volta atteso anche il successo di Alessandro Repetto, hanno informato che sì, in effetti, qualcosa da verificare c’è. Il ricorso presentato in tribunale, intanto, ha iniziato il suo corso. Ora sarà il giudice Franca Maganza a fare da relatore della pratica, tutto l’incartamento passerà a un pubblico ministero che dovrà sostenere i motivi di incompatibilità della Vincenzi con il ruolo di sindaco. La Casa della Legalità, parte in causa come promotrice della causa civile, seguirà la vertenza con un proprio pool di legali, che offriranno tutte le prove a sostegno dell’esistenza del conflitto di interessi. E così arriveranno in tribunale le visure camerali, le compartecipazioni societarie, il finanziamento ai Ds e le commesse riferibili più o meno direttamente agli enti pubblici genovesi che hanno le società amministrate o controllate come socio da Bruno Marchese, marito di Marta Vincenzi.
Si tornerà a parlare delle azioni della Milano-Serravalle vendute dalla Provincia presieduta dall’allora Supermarta al gruppo di Marcellino Gavio, che ha interessi e lavori (sempre tutte attività più che lecite, sia chiaro) con lo stesso Marchese. Triangoli economici e dubbi finanziari che hanno spinto la Casa della Legalità a documentarsi e a presentare il ricorso ai sensi del testo unico di legge sugli enti locali. Quello che prevede la decadenza di un sindaco nell’eventualità sia dimostrato il suo conflitto d’interessi. Una situazione che non lascia indifferenti la Casa delle Libertà. Enrico Musso e altri consiglieri di opposizione stanno preparando un documento con alcune domande da rivolgere pubblicamente alla Vincenzi per chiarire il mistero. E dalla stessa associazione che si batte per un’amministrazione sempre al di sopra di ogni sospetto arriva un’altra bordata alla neo giunta Vincenzi. E in particolare a un suo assessore esordiente, Massimiliano Morettini. «È un assessore rinviato a giudizio per minacce», incalza Christian Abbondanza. La storia la racconta, perché la conosce molto bene. «Come Casa della Legalità ci stavamo occupando di un collaboratore di giustizia e l’Arci, presieduto da Morettini, ci aveva attaccato duramente - spiega il menbro del consiglio direttivo dell’associazione -. Alla fine, il 17 gennaio 2006, sono arrivate a nostri rappresentanti alcune telefonate di minaccia. Minaccia fisica. Avevamo denunciato Morettini e le indagini hanno portato al suo rinvio a giudizio. Sia prima sia dopo l’udienza abbiamo più volte offerto al neo assessore una conciliazione. Non ci interessava la sua condanna. Gli abbiamo chiesto un’oblazione per l’associazione “Libera” di don Ciotti e una lettera di scuse. Non ci sembrava troppo. Ha rifiutato e il processo va avanti». Udienza il 19 settembre. Una settimana di appuntamenti tra la giunta Vincenzi e il tribunale.