Un settore «abbordabile» che fattura 150 milioni

«Il mercato del libro antico e di pregio in Italia è una solida realtà». Lo afferma Fabio Massimo Bertolo, docente di Storia del libro, direttore di Bloomsbury Auction Italia. E i numeri lo confermano: almeno 10mila i collezionisti, 120 i librai antiquari regolarmente iscritti all’Alai (Associazione librai antiquari d’Italia), e oltre 600 gli studi bibliografici che operano sul territorio o, da qualche anno, direttamente su internet. «Il giro di affari complessivo - precisa Bertolo - sfiora i 150 milioni di euro, maturati attraverso transazioni anche di piccola e media entità ma costanti». L'inglese Bloomsbury Auctions, sola casa d’aste specializzata nel settore librario in Italia, ha aperto dal 2006 la filiale italiana a Roma, con sede a Palazzo Colonna, e punta ad organizzare una media di quattro vendite all’anno per un giro d’affari stimabile intorno ai 2,5 milioni di euro. E questo nonostante il momento economico non sia favorevole. «Comprare un libro del Cinquecento - afferma l’esperto - costa mediamente 200-300 euro, non di più. Nessun altro manufatto di tale antichità è sul mercato ad un prezzo così abbordabile». Il libro però non è il classico oggetto antico da esporre e ha bisogno di un acquirente speciale. «Ho sperimentato cosa vuol dire bibliomania, quell’insana passione che prende al collezionista all’ultimo stadio. In asta è capace di raggiungere cifre da capogiro, come è successo nell'ultima vendita che ho battuto lo scorso giugno alla Bloomsbury Auctons a Roma: due potenziali acquirenti al telefono hanno fatto salire la valutazione di una rara edizione di Matteo Boiardo sino a circa 180mila euro, partendo da una base di 50mila».