Il settore è in attesa: ma per molti modelli non c’è mai stata crisi

FASHION Da sottolineare l’affermazione di molte rinomate griffe, con modelli eleganti e accattivanti

L’onda di crisi economico-finanziarie, come quella verificatasi dalla fine del 2008, è sempre molto lunga ma, se tutto andrà come ci si augura, il 2011 sarà l’anno di una lenta ripresa. Infatti, sulla scorta dei risultati negativi, o addirittura pessimi del 2009, le aziende hanno approcciato la stagione 2010 con estrema cautela. In particolare, le determinazioni dei budget per la comunicazione sono state rimandate di mesi, ma per converso, quest’anno, la visibilità è divenuta un elemento strategico per sostenere la competitività sul mercato e mantenerne quote importanti per riavviare la crescita.
In ogni caso, al di là di articolate, seppur necessarie, operazioni di marketing sono il prodotto e i suoi contenuti i reali protagonisti sul terreno delle sempre più selettive scelte del cliente finale. E ogni segmento rivela logiche completamente diverse, dipendenti dalla tipologia tecnico-costruttiva, dai target e dagli approcci all’acquisto. Elementi che emergono prepotenti e indirizzano le tendenze, in quei periodi, quali il Natale, attesi come consuetudine per focalizzare l’agognata autogratificazione annuale, oppure soddisfare i desideri delle persone più care. E, allora, muovendo dalla cima della piramide, ossia dalla cosiddetta «Haute Horlogerie», al di là dei consolidati evergreen o bestseller che dir si voglia, i «brand nel brand», come il Daytona di Rolex, il Royal Oak di Audemars Piguet, lo Speedmaster di Omega, il Reverso di Jaeger-LeCoultre, il Calatrava di Patek Philippe, il Santos di Cartier, il Portoghese di Iwc, il Monaco di Tag Heuer, le Case di riferimento hanno decisamente ricalibrato gli sforzi cercando di aggiungere qualità senza incrementi di prezzo, privilegiando le soluzioni semplici, essenziali, quelle più legate alla tradizione: ecco, allora, il prepotente ritorno degli ultrapiatti con, sugli scudi, Vacheron Constantin con la serie Historique e Piaget con gli Altiplano, fino ad arrivare all’iconografica serie Villeret di Blancpain. Ovviamente per gli appassionati collezionisti e amanti delle «chicche» e delle complicazioni più ricercate, le idee e l’offerta non mancano, in particolare, da parte di Maison indipendenti che limitano a qualche migliaio, in qualche caso, anche a poche centinaia di esemplari, la produzione annuale: ci riferiamo, al Tourbillon 24 Secondes di Greubel Forsey (brand che si è aggiudicato, pochi giorni or sono, l’ambita Aiguille d’Or del Grand Prix d’Horlogerie de Genève), al Chronomètre à Résonance di François-Paul Journe, al Tourbillon ultraleggero RM 27 di Richard Mille, al Dual Tow di Christophe Claret, all’Horological Machine n. 4 “Thunderbolt” di Mb&F. In termini di complicazioni, in forte ripresa il Calendario Perpetuo, con esemplari quali il ref. 5140 di Patek Philippe, il Premier di Harry Winston e il Tortue di Cartier.
Per coloro che privilegiano robustezza e prestazioni, inevitabile prendere in considerazione il nuovo Chronomat 01 di Breitling con movimento di manifattura, il Chrono 4 Gèant di Eberhard & Co., il P’6530 di Porsche Design (riproduzione aggiornata del primo cronografo in titanio, dal design integrato cassa-bracciale, realizzato dalla Casa trent’anni fa). Sull’eccellenza del rapporto qualità-prezzo, a costi più contenuti, da segnalare Philip Watch, EmaS, Gc Watches, Technomarine, Gucci, per alternare imprinting sportivo, elegante e soluzioni originali. Infine, in ambito squisitamente fashion, in cui sono attive in licenza ormai gran parte delle più rinomate griffes, da sottolineare, in particolare, l’affermazione di Liu Jo Luxury, la new entry Michael Kors e le sempre accattivanti soluzioni stilistiche di Calvin Klein Watches, Guess Watches, Roberto Cavalli Timewear, Emporio Armani Orologi, I° Classe Alviero Martini e Blumarine.