Il settore investe ma le istituzioni devono impegnarsi

«Le auto non si possono cancellare, ma è possibile usarle meglio. E applicare le logiche della responsabilità sociale d’impresa e dello sviluppo sostenibile significa minimizzarne l’impatto». Una convinzione che Paolo Ghinolfi, ad di Arval, ha tradotto in pratica con una alcune iniziative su cui fin dal 2005 la società di noleggio si è impegnata. Prima il progetto Ecopolis, un prototipo di città sostenibile, trampolino di lancio per soluzioni di mobilità non inquinanti; poi, la campagna Lombardia Verde per incentivare il rinnovo dei furgoni più vecchi sostituendoli con mezzi ecocompatibili locati a lungo termine. «I riscontri - ammette Ghinolfi - sono stati assai inferiori alle attese e pure il sostegno da parte delle pubbliche amministrazioni si è rivelato poco convinto».
Di fatto, però, la sensibilità delle aziende per i temi della mobilità sostenibile sta maturando in fretta. Non è un caso che nei bandi di gara delle grandi imprese, in buona parte delle quali oggi è presente un ufficio per la corporate social responsibility (Csr), compaiano spesso requisiti che vincolano i fornitori dei veicoli ai più stringenti standard ambientali in relazione sia alle caratteristiche dei prodotti, sia alle modalità con cui essi provvedono alla fornitura. L’impegno sul versante della Csr, che riguarda tutti quanti vivono il quotidiano agire dell’azienda, dal management ai partner commerciali, dalla clientela ai bambini che giocano nei dintorni dei suoi stabilimenti, è inevitabilmente destinato a coinvolgere, a cascata, un numero sempre più ampio di soggetti e realtà d’impresa. «Il noleggio a lungo termine - riprende Ghinolfi - risponde ai criteri di più responsabilità: è evidente il beneficio della sostituzione dei veicoli inquinanti con mezzi a basso impatto ambientale in locazione, e quindi mantenuti sempre al meglio e rimpiazzati nell’arco di qualche anno; inoltre, chi usa un’auto aziendale, assegnata in benefit, non ha motivo di acquistarne un’altra per sé, col vantaggio di ridurre il numero delle vetture circolanti». In una città come Milano 8mila tonnellate di Pm10 sono riversate ogni anno nell’atmosfera; buona parte è attribuita ai furgoni pre-euro.
«Da un lato basterebbe il rispetto dei divieti di accesso, che pure ci sono dall’altro sarebbe opportuno che la Pubblica amministrazione supportasse le iniziative di mobilità sostenibile in un’ottica finalmente strutturata, capace di far crescere la sensibilità di tutti: noi operatori del noleggio possiamo lanciare nuove soluzioni, finanziarle, avviare le rottamazioni, ma poi dobbiamo trovare sostegno. Ci auguriamo che si costituisca un tavolo di lavoro tramite cui concordare iniziative finalmente forti e incisive».