Seviziato dai compagni a 7 anni

da Menfi (Agrigento)

Un bambino di soli sette anni vittima dell’ennesimo episodio di bullismo a scuola. Della triste storia accaduta nell’Agrigentino colpisce soprattutto la crudeltà dei compagni, coetanei delle elementari. Picchiato, costretto a spogliarsi e a fare la pipì nei rifiuti mentre veniva ripreso dai compagni con il cellulare. Il piccolo non si è mai confidato con nessuno per quasi un anno. Alla fine, ha raccontato quanto stava sopportando da tempo. La vicenda è poi diventata di dominio pubblico quando i genitori hanno fatto denuncia alla Procura di Sciacca, che ha aperto un’indagine. Ora il piccolo, che aveva lasciato la scuola a gennaio per i traumi subiti, viene seguito da neuropsichiatri. I genitori, sconvolti, lo hanno spostato in un’altra scuola. «Nostro figlio non ci ha mai detto nulla - spiega il padre che insegnava nello stesso istituto e ora è stato trasferito a Sciacca -. Tutto sarebbe passato sotto silenzio se la madre di una compagna con cui aveva litigato non fosse andata a chiedergli il perché di tanta aggressività. Solo allora ha raccontato ciò che gli facevano i compagni e che i maestri non gli volevano credere». Proprio una delle insegnanti è passata al contrattacco con una controquerela, sostenendo di essere stata aggredita dai familiari dell’alunno.
Lasciati soli dalla scuola e dalla comunità. Questa l’amara accusa lanciata dai genitori.
«La cosa davvero grave è che nessuno ci ha detto ciò che stava accadendo. Ne siamo venuti a conoscenza due giorni prima che la scuola convocasse una riunione per discuterne. Il preside mi ha persino invitato a essere “leale”, forse sperando che la cosa finisse lì».