Le sex symbol del cinema? Sono più belle le doppiatrici

Sorpresa: non le vede mai nessuno ma le "voci" delle dive sono persino meglio dell’originale: "La cosa peggiore però è dover parlare al posto di certe attrici italiane..."

È un po’ che girano strane voci nell’ambiente del cinema. Su Scarlett Johansson per esempio o su Keira Knightley. Pare siano possedute, che parlino una lingua che non conoscono, con una voce che non è la loro. Addirittura che siano abitate da streghe, o da fate, nascoste in un angolo d’ombra, più belle, più irresistibili, più sexy di loro, che pure sono le donne più belle, più irresistibili, più sexy del mondo. Chi c'è dietro? Ecco, Stella Musy, tanto per fare nomi e cognomi.

Somiglia un po' a Giovanna Mezzogiorno e un po' a Isabelle Adjani, ma la sua voce al cinema se la sono presa Liv Tyler, Laetitia Casta e Charlize Theron. E senza dare niente in cambio: «Meglio così. Anche perché la mia voce la venderei solo a Diane Kruger in cambio di tutto ciò che è: una meraviglia di donna». Suo papà è Richard Harris, suo marito Orlando Bloom, cioè Gianni Musy e Massimiliano Manfredi, uomini ombra pure loro. Pensate come deve essere ascoltarli discutere al tavolino di un bar o sotto l’ombrellone di fianco. Ma il problema è: perché vi fate vedere in giro così poco, bambine? «Io perché amo il mio lavoro e ho deciso di fare solo questo. Certo un po’ di rabbia viene quando ti tocca doppiare delle italiane per fiction o sceneggiati. Bellissime ma con una voce da burine, raccomandate da chissà chi. Allora perché non prendete me? mi chiedo. Ma la risposta non faccio fatica a immaginarla...». Nel 2004 ha vinto l’Oscar della Voce, ma di lei non si vede mai nulla tranne un'ombra che scivola via nei titoli di coda: «Il personaggio che mi somiglia di più? La Charlotte di Sex in the City». Che manco a dirlo è quella che fa di tutto per non farsi notare.

Bella da dare persino fastidio è anche Myriam Catania, che ha come fidanzato l’ex vincitore del Grande Fratello Luca Argentero e una dinastia come famiglia, gli Izzo, mamma Rossella, le zie Simona e Giuppy. Praticamente una predestinata. Lei però, oltre a regalare parole a Keira Knightley e a Jessica Alba, ci mette anche la faccia. Al cinema con Muccino, in tv con Questa è la mia terra o Carabinieri 2. Ha rischiato di perderlo però il suo bel visino, fatto a pezzi da un marciapiede, in un incidente in motorino. Le hanno sostituto i due zigomi perduti, senza toglierle lo splendore. Il gossip l’ha premiata con il titolo di topless dell’estate, persino il suo lato B è stato giudicato migliore di quelli di Melita e Magda Gomes. Tanto per dire cosa vi perdete. «Se Myriam è sotto la doccia - confessa il fidanzato - può anche capitarmi di dare di nascosto un’occhiatina ai suoi sms...». Cioè, mica perché è geloso...

Ma in questa società segreta di belle perché impossibili, sono in tante a guardarsi allo specchio e vedersi diverse. Perla Liberatori, che nonostante sia figlia della Famiglia Adams (lei era Mercoledì), entra senza fatica in Hillary Duff e Scarlett Johansson, La ragazza con l’orecchino di perla, quando si dice il destino nel nome; Federica De Bortoli, che in certe foto sembra Carrie-Ann Moss, bellezza in lattice di Matrix, che parla al posto di Kirsten Dunst; Selvaggia Quattrini, figlia di Paola, che pare il ritratto di Dominique Sanda da giovane, che ha dato voce al suo opposto, Paz Vega, per fare Lucia y el sexo, con i sospiri giusti. O Maria Laura Baccarini, che è una delle poche che si vede, cinema, teatro, musical, che si è travestita da Patricia Arquette, lei che è di una bellezza che lascia senza parole.
Sono tutte così, angoli di luce nel buio. Tipo Domitilla D'Amico, nata con Fellini, mora ma con la voce bionda. Ve la ricordate Mena Suvari, la lolita di American Beauty distesa su un letto di petali di rose rosse? Ecco era lei. E se le chiedi che voce vorrebbe essere ti risponde: «Michelle Pfeiffer». Una voce bionda. Con almeno tre personalità visto che doppia in inglese e francese. Domitilla va a rivedersi al cinema tutti i film che doppia «perché mi piace da matti risentirmi», quando a noi piacerebbe vederla e basta e non solo su youtube. O tipo Connie Bismuto, lineamenti alla Giorgia Surina, le fossettine all’angolo del sorriso. È Andy, Ann Hathaway, l'apprendista schiava di Meryl Streep nel Diavolo veste Prada. Se vi capita di vedere Bandidas lei è la mora che più mora non si può Penelope Cruz, se noleggiate The Island lei è la bionda che più bionda non si può Scarlett Johansson. Fuoco e ghiaccio. Connie fa soprattutto teatro, è in giro con la commedia di Patroni Griffi «La morte della bellezza». Per questo dicono che sia bella da morire. Ma forse sono solo voci...