Sexgate Fbi cercò di ricattare gli aiutanti di Clinton

Il responsabile delle guardie del corpo del presidente Bill Clinton, Lewis Merletti, ha rivelato di essere stato ricattato dagli agenti Fbi che stavano indagando sulla vicenda di Monica Lewinsky per ottenere il suo aiuto nel tentativo di incastrare l’ex leader. Gli agenti dell’Fbi erano convinti che gli agenti del Servizio segreto che proteggevano Clinton fossero a conoscenza delle vicende extraconiugali del presidente e che anzi avessero agevolato le infedeltà dell’inquilino della Casa Bianca. Merletti ha confermato in un’intervista al New York Times quanto rivelato in un libro appena pubblicato sui retroscena della vicenda Sexgate, ammettendo che nei giorni finali della presidenza Clinton fu interrogato dall’Fbi che cercava di ottenere la prova della complicità del Servizio segreto con le avventure sessuali del presidente Clinton. «Sei l’ultima persona che può incastrare il presidente Clinton e devi aiutarci a farlo», avrebbero detto gli agenti dell’Fbi mentre interrogavano Merletti. Secondo l’ex responsabile dei servizi, gli agenti avrebbero commesso un «abuso di potere» nella loro crociata per incastrare «a ogni costo» il presidente.