La sexy aguzzina di Mosley? È la moglie di un James Bond

Si fa chiamare Mistress Abi, è una squillo, nel filmato dell’orgia teneva a guinzaglio il boss dell’automobile in divisa nazi. Il marito si è dimesso. E lei ha venduto il video

da Londra

Sesso, sadismo e spie. Anche i servizi segreti britannici coinvolti nell'orgia nazista che ha travolto lo scorso mese Max Mosley, presidente della Federazione internazionale dell'auto. Nella vicenda, già piuttosto piccante di per sé, si aggiunge ora un pruriginoso dettaglio: una delle cinque prostitute filmate insieme al dirigente sportivo è sposata a un agente dell'MI5 il quale è stato costretto frettolosamente alle dimissioni non appena l'incresciosa relazione è stata scoperta.
A rivelare tutti i particolari dell'«incidente» che mette in grave imbarazzo l'intelligence britannica è stato il Sunday Times. I servizi hanno immediatamente diffuso un secco comunicato stampa in cui negano ogni diretto coinvolgimento nella storia affermando che ogni teoria di complotto nei confronti di Mosley è assolutamente infondata e risibile, ma certo i dubbi a questo punto sono più che ragionevoli.
Mosley, sposato e figlio di quell'Oswald Mosley, ex leader dell'Unione Britannica dei Fascisti (già monitorato in passato a causa delle sue idee dagli agenti di Sua maestà) era finito nell'occhio dl ciclone qualche settimana fa quando il tabloid News of the World era venuto in possesso di un lungo e dettagliato filmato di un festino a luci rosse in cui l'uomo si faceva allegramente prendere a frustate da cinque baldanzose ragazze vestite da naziste. Di fronte all'evidenza il presidente della Fia non aveva potuto che confermare l'accaduto spiegando di avere dei gusti sessuali «eccentrici» e lungi dallo scusarsi per questi suoi costumi finora ha resistito a ogni richiesta di dimissioni piovutagli addosso da ogni dove.
Ora la notizia del coinvolgimento dei servizi offre nuove e impreviste chiavi di lettura a una vicenda che all'inizio sembrava essere strettamente privata. Non è infatti assolutamente chiaro quando i servizi sono venuti a sapere che uno dei loro agenti era sposato ad una delle call girl dell'orgia di Mosley. E non è inoltre un dettaglio irrilevante che sia stata proprio lei, Mistress Abi, come si fa chiamare, a filmare in segreto Mosley e a vendere il filmato al tabloid inglese. È sempre lei che durante le riprese indossa una divisa della Luftwaffe e ordina al presidente della Fia, che se ne sta nudo e incatenato come un cagnolino, di rimanere «a faccia in giù». «Ti ho detto forse di muoverti? - gli intima la donna - non vogliamo certo che te ne stia troppo comodo». Si ignora poi se l'agente costretto a dimettersi fosse al corrente oppure no del fatto che la moglie lavorava a tempo pieno come prostituta d'alto bordo. Per ora le generalità dell'uomo sono state tenute segrete per motivi di sicurezza, di lui si soltanto che ha circa quarant'anni, prima di diventare un agente dell'MI5 ha servito nell'esercito e per i servizi svolgeva mansioni di una certa importanza occupandosi di traffico di droga e antiterrorismo. Le sue dimissioni comunque sono state un atto dovuto. «Non posso parlare dei casi singoli - ha dichiarato ieri un funzionario governativo per conto dell'intelligence - ma è chiaro che dal nostro staff ci aspettiamo standard di comportamento elevati. In ogni momento, sia professionalmente che nella vita privata. E nei casi in cui si ritenga che un nostro membro sia sceso al di sotto di questi standard, vengono presi dei provvedimenti».
Il Sunday Times afferma che dopo le rivelazioni il direttore generale dei servizi, Jonathan Evans ha tenuto costantemente informati il primo ministro Gordon Brown e il ministro degli interni Jacqui Smith sulla spiacevole vicenda dando la propria parola che nessuno nei servizi ha teso una trappola a Mosley. Il quale peraltro ha preso l'inaspettato seguito come un regalo venuto se non dagli dei del cielo da quelli degli inferi: «La notizia è sconcertante - ha dichiarato ieri quasi con allegria il dirigente - contatterò i miei avvocati». Non ci mancava che questo a quei distrattoni dell'MI5, costretti dall'ennesima trascuratezza ad avviare un'inchiesta interna per capire se l'agente dimessosi fosse al corrente del mestiere della moglie o se, peggio, avesse una qualche compartecipazione nel suo giro d'affari. James Bond non riconoscerebbe più i suoi colleghi se mai li dovesse incontrare.