Sexy-massaggi e gaffe Ecco i segreti di Blair

Lord Levy ha trasformato in un libro i suoi 14 anni al servizio dell'ex primo ministro: "Brown? Lo ha deluso. Carole invece..."

Londra - Quei massaggi troppo lunghi e inopportuni con Caroline, «guru» della famiglia Blair, la sfiducia dell’ex primo ministro nei confronti del successore Gordon Brown, le rivelazioni sullo scandalo dei fondi neri al partito. Non è mai stato uno ossessionato dal giudizio della gente lord Levy, controverso tesoriere del Labour, meglio noto come Lord Cashpoint, arrestato da Scotland Yard nell'ambito della megainchiesta sulle donazioni in cambio di uno scranno ai Comuni. Lo dimostra anche in questi giorni, dando alle stampe una delle più pruriginose memorie che siano mai state scritte sui quattordici anni di mandato di Blair. Essendogli stato fedelmente accanto per così a lungo l'uomo se lo può permettere anche se molti degli episodi da lui raccontati - alcuni sono stati anticipati ieri dal Sunday Mail - di certo non faranno impazzire dalla gioia i coniugi Blair. Soprattutto l'amico Tony di cui Levy ricorda l'improvviso acceso rossore quando venne informato che le sedute di massaggio destressanti, praticategli nella sua dimora di Chequers dall'ex modella ed amica Carole Caplin erano diventate una potenziale minaccia per la sua immagine.

Non insinua di più l'elegante tesoriere laburista, ma ricorda che la bella Caplin, soprannominata dall'allora «spin-doctor» del premier Alastair Campbell un «problema dentro ad un vestito firmato», aveva già dato dei grossi grattacapi alla famiglia Blair. Inseparabile amica di Cherie, l'aveva coinvolta in uno degli scandali più divertenti del 2002, facendole ottenere uno sconto per l'acquisto di due appartamenti a Bristol tramite i favori del suo fidanzato, noto faccendiere. Lo stesso che poi avrebbe accusato Caroline di avere una relazione con il primo ministro. Quanto ai massaggi Levy non sa dire se poi vennero interrotti, ma sicuramente Tony colse il messaggio.

Di Blair, della sua vita e delle sue relazioni dietro le quinte del personaggio politico, il suo ex consigliere racconta molte sfumature, con leggerezza e divertimento, riconoscendogli quel carisma e quella generosità che hanno fatto di lui un grande leader sebbene alla fine lo stesso Levy abbia sospettato che volesse rimanere in politica «soltanto per se stesso». Di certo il suo successore Gordon Brown non possiede la sua stessa statura e Blair sembrava esserne pienamente consapevole. Tanto da aver confessato a Levy di non credere in una sua possibile vittoria contro il nuovo leader dell'opposizione conservatrice David Cameron: «Tony me lo disse chiaramente - racconta Levy - Era convinto che Cameron avesse maggiore autorevolezza, ottimo tempismo politico e una naturale abilità nel comunicare con la classe media. Talenti che Gordon non sarà mai in grado eguagliare».

Interpellato dal Mail on Sunday su che cosa pensi attualmente l'ex premier del governo messo in piedi da Brown, Levy ha aggiunto: «Ovviamente è deluso di vedere la leadership laburista scivolare verso il fondo. Chiunque abbia guidato il partito per così tanto tempo non può che rimanere amareggiato da quello che sta accadendo in questo momento». Del resto l'amarezza rimane un dei sentimenti che hanno caratterizzato gli ultimi anni della turbolenta e difficile amicizia tra i due uomini. Diversi in tutto ma complementari, l'ex primo ministro e il suo eterno braccio destro hanno funzionato come un meccanismo oliato alla perfezione fino a quando il secondo non ha deciso di scatenargli contro una vera e propria guerriglia: «Gordon è l'unico amico che io abbia mai perso» ha confessato Blair a Levy.